About me

My name is Andrea Contato, i was born in 1976 and i’ve been playing videogames, coding little programs and writing short stories since when i was 7.  I’m really into writing, history, computers and videogames, so working on a book about Richard Garriott, Origin Systems Inc. and Ultima series was something very special for me, something that allowed me to unite all my interests in one big project.

Italian version (bigger than english one!)

Classe ’76, ho avuto il primo contatto con i videogiochi nel 1980, quando, in una vacanza estiva in Olanda, mi sono imbattuto in un cabinato di Asteroid. Avevo solo quattro anni, ma ricordo bene l’astronave triangolare e gli asteroidi minacciosi che si frantumavano, moltiplicandosi. Per anni continuai a disegnare le astronavi come triangolini capaci di volare tra le stelle e dotati di micidiali armamenti.

My first microcomputer: a brand new (at that time!) Commodore 16.

Vorrei dire che fu amore a prima vista, ma all’epoca i Coin-op erano relegati ai bar, ambienti percepiti come poco adatti a bambini in tenera età. Così dovetti attendere il 1983 per il mio primo incontro con l’informatica, sotto forma di un nuovo e fiammante Commodore 64 che mia madre comprò a mia sorella maggiore. Lo desideravo tanto anche io, ma ciò che riuscii ad ottenere, inizialmente, fu solo un clone del 1292 Advanced Programmable Video System venduto da Legler, il supermercato di Ponte San Pietro.

Il mio primo Personal Computer, o almeno così era classificato dalla convincente scritta sulla confezione, fu un Commodore 16, incauto acquisto di mio padre che sperava di risparmiare qualche Lira comprando l’ultimo, e inferiore, modello della compagnia di Tramiel. Entro un anno mio padre si convinse dell’errore e rimediò comprando il Commodore 64 e spostando il Commodore 16 sulla mia scrivania.

Da allora non mi sono (quasi) più fermato. Tutte le volte che le risorse economiche lo permettevano, in famiglia entrava un nuovo modello, il precedente finiva in camera mia e quello più vecchio veniva spesso rottamato o regalato a terzi. Commodore SX-64, Commodore 128, IBM XT, 286, 386, 386 con coprocessore matematico, 486, Pentium e così via fino ad entrare, come disse ironicamente un mio amico, nel club del GigaHertz e poi ancora più avanti.

Nel 1995 loggai per la prima volta in Internet con un modem da 28.8 Kbps e, nuovamente, la mia vita cambiò per sempre.

Me during a trip with my Suzuki Bandit in Bergamasque Alps.

Oltre all’informatica, ho da sempre coltivato una passione che, se possibile, ha significato persino di più di quella per i computer e i videogiochi: la storia. Nei miei saggi, e molto spesso anche nelle mie opere di narrativa, traspare la mia passione illimitata per lo studio della storia sotto forma di citazioni a fatti, eventi o reinterpretazione di episodi storici rivisti sotto angolazioni diverse in circostanze compatibili con quelle reali.

Questo e’ un gioco che piace a molti scrittori di fantascienza e io non ho saputo resistere al fascino di calarmi nella parte e fare del mio meglio. Lo studio della storia, per le persone normali e non per i dotti accademici, non serve solo a capire il nostro passato, ma anche a sapere chi siamo e in un certo senso a capire quale può essere il nostro futuro. E quest’ultimo è uno dei fini della fantascienza speculativa, una delle mie preferite.

Tra le tante opere che ho letto, ritengo che le più significative, che per meriti oggettivi e per altre circostanze mi hanno colpito particolarmente e hanno influenzato il mio modo di scrivere, di leggere e di pensare, siano state queste:

  • Il prezzo della gloria, Alistair Horne
  • Il crollo della galassia centrale, Isaac Asimov
  • Cronache marziane, Ray Bradbury
  • La banalità del male, Hannah Arendt
  • Le chiavi del regno, Archibald Joseph Cronin
  • Addio babilonia, Pat Frank
  • I miserabili, Victor Hugo
  • I cannoni d’agosto, Barbara Tuchman
  • Incontro con Rama, Arthur Charles Clarke
  • Hitler, Joachim Fest