Sins of a Solar Empire

Sins of a Solar Empire e’ un gioco 4x ad ambientazione spaziale in tempo reale. Il che, in termini meno complessi, vuol dire che e’ un gioco fantascientifico in tempo reale in cui l’obiettivo e’ conquistare l’universo annientando gli avversari con le proprie flotte, gestendo l’economia, sviluppando nuove tecnologie, esplorando, conquistando e custruendo un impero spaziale.

L’utilizzo della formula in tempo reale non e’ una vera e propria innovazione del genere 4x visto che gia’ in modo embrionale con lo sfortunato Star Reach nel 1994 e con più successo nel 1997 con Imperium Galactica era stata provata questa combinazione allora inusuale ma poi ripresa da altri titoli come Empire earth, Starships Unlimited e il più moderno AI Fleet Wars. Quello che colpisce il giocatore di SoSE e’ il grado di raffinatezza tecnica del gioco. Sviluppato da una casa sconosciuta, la Ironclad Games, che però ha potuto contare su personale proveniente dalla Rockstar Games e reduce dallo sviluppo di titoli decisamente interessanti come ad esempio Homeworld: Cataclysm, può vantare un motore grafico eccellente, molto performante anche su computer non potenti, molto colorato, pieno di effetti di luce e animazioni dettagliate, enormemente zoomabile ( al punto da ricordare e persino superare Supreme Commander ) e capace con un giro di rotella del mouse di passare da uno scontro tra due fregate spaziali fino alla visualizzazione dell’intero inverso di gioco.

L’interfaccia di gioco in tutta la sua gloria e una battaglia tra fregate al cobalto supportate da una portaerei e navi neutrali. Anche le sitazioni più complicate possono essere controllate grazie alla GUI di SoSE. Ma ci vuole molta pratica.

In SoSE c’e’ tutto quello che un appassionato di RTS, di fantascienza e di giochi di strategia, può desiderare. Ci sono tre razze giocabili, una serie di universi precostituiti, un generatore di partite particolarmente duttile, ben 3 alberi di ricerca ( ricerca civile, militare, supporto di flotta ) cui si aggiunge un sistema di artefatti e reliquie che si trovano casualmente sui sistemi e che conferiscono bonus speciali a chi li controlla, numerose astronavi, strutture economiche, di difesa, upgrade planetari e un’interfaccia comoda, elegante e persino gradevole.

Lo spazio conosciuto in SoSE e’ rappresentato da tante bolle ( sistemi planetari nei quali si può combattere, costruire e creare ricchezza ) collegate da lunghi corridoi spaziali. Le astronavi si possono spostare all’interno di queste bolle e lungo i cordoni che le collegano a velocità finita. Con le dovute tecnologie e’ anche possibile vedere le navi nemiche saltare da una bolla all’altra e quindi preparare una calorosa accoglienza. La Fog of War e’ implementata in modo insolito. Di ogni bolla e’ possibile sapere o tutto o niente. Per le bolle controllate – quelle in cui c’e’ almeno una nave o una struttura del giocatore – sono disponibili tutte le informazioni possibili: basta avere una sola nave in un angolino di un sistema planetario per sapere tutto dello stesso. Per le bolle inesplorate non si sa nulla se non eventualmente il loro collegamento ad una bolla già visitata. Per le bolle gia’ esplorate ma poi abbandonate e’ possibile avere delle informazioni relative all’ultima rilevazione disponibile con tanto di timer in aumento che ci fa sapere quanto e’ vecchia questa informazione.

Le risorse in SoSE si riassumono solamente in tre tipologie: soldi, metallo e cristalli. Ogni operazione, dalla ricerca alla costruzione di navi, dagli upgrade planetari alla costruzione di stazioni spaziali per il commercio interplanetario, ha un costo in queste tre risorse. I soldi provengono dai pianeti controllati e dalla popolazione che vi abita. Pianeti ospitali, opportunamente upgradati, avranno una vasta popolazione e garantiranno grandi ritorni economici così come asteroidi inospitali finiranno per costare più di quanto non producano con le tasse. La tecnologia e lo sviluppo planetario incidono molto sui valori finali quindi e’ spesso possibile “andare in pareggio” anche quando si colonizza un asteroide. Ogni pianeta poi e’ circondato da alcuni asteroidi che possono nascondere metallo e cristanni e che possono fornire materie prime se estratti con miniere automatiche. Queste risorse possono essere vendute per soldi al mercato nero ( con profitti bassi ) o comprate ( a prezzi molto alti ). Questa opportunità e’ fondamentale perchè rende possibile convertire una risorsa in eccesso – anche se con un grande livello di inefficacia – in una risorsa scarsa. Anche i sistemi meno ospitali quindi diventano importanti sopratutto se nascondono grandi risorse minerarie.

Controllare un pianeta vuol dire controllare la bolla planetaria che lo include e poter costruire in orbita strutture economiche e militari. In SoSE c’e’ un po di tutto – anche se per poter costruire le strutture più complesse e’ necessario fare tanta ricerca – da giganteschi hangar spaziali contenenti caccia e bombardieri di difesa, a stazioni spaziali per il commercio, laboratori, enormi acceleratori di massa con cui sparare bombe gravitazionali verso il nemico e così via. Posizionare queste strutture vuol dire investire grandi quantità di risorse preziose, prima in ricerca e poi nella costruzione vera e propria, ma il vantaggio che danno e’ notevole sotto tutti i punti di vista. I sistemi ben difesi diventano delle vere e proprie fortezze mentre i sistemi sviluppati economicamente sono alla base di imperi formidabili. Le flotte poi sono potenti ma fragili e lente e, sopratutto, ogni giocatore più disporre di un numero limitato di astronavi. E’ possibile alzare tale limite ma con un grande costo e quindi spesso e’ preferibile investire in strutture fisse piuttosto che costruire flotte e lasciarle a difesa di pianeti esposti.

Difendere i pianeti e’ fondamentale. Perdere un pianeta non implica solamente la cessazione di una fonte di denaro ma anche la perdita di controllo della bolla planetaria in cui si trova. Le strutture spaziali presenti continueranno a operare entro certi limiti ma non sarà più possibile costruirne altre. Alcune strutture inoltre sono conquistabili e possono passare velocemente di mano da un avversario all’altro. I pianeti non sono conquistabili. La popolazione residente deve essere letteralmete annientata e deve essere impiantata una nuova colonia la quale partirà da zero, priva quindi degli upgrade planetari sviluppati dal precedente proprietario. L’unica eccezione e’ l’esplorazione. Ogni pianeta può essere esplorato due volte. Durante questa operazione e’ possibile che vengano trovati artefatti rari o che emergano caratteristiche peculiari del pianeta. Nel primo caso si otterrà un beneficio per tutto l’impero che controlla il pianeta ( ad esempio scoprire una miniera di materiale raro aumenta la resistenza di tutte le astronavi dell’impero che lo controlla ), nel secondo caso si avrà un bonus o malus per il solo pianeta in questione ( per esempio scoprire che il pianeta e’ stato una colonia penale conferisce dei malus sul costo e la velocità di produzione delle strutture spaziali ). Ovviamente i pianeti con artefatti speciali sono una ghiotta preda per tutti.

Si cerca il colpaccio portando una flotta a bombardare la capitale dell’impero gestito dall’AI. Ma c’e’ ancora una flotta in difesa e ci vuole troppo tempo per distruggere l’intero pianeta. Nonostate i fuochi d’artificio, l’operazione rischia di diventare un grosso fiasco.

Per difendere e conquistare e’ necessario possedere una flotta. Sin dai primi istanti di gioco ci si trova a spostare navi da un sistema all’altro. Si inzia con semplici esploratori per poi passare a piccole fregate. Il passaggio successivo e’ sviluppare fregate con funzioni specifiche ( bombardamento planetario, sistemi anti aerei, lancia missili ) per poi passare alla produzione di costosi incrociatori e per finire con gigantesche navi da guerra. Ogni astronave, piccola o grande che sia, ha le sue particolarità che la rendono adatta per certe operazioni e inadatta per altre. Il sistema e’ molto simile a quello di “Carta, Forbici e Sasso”: le navi lanciamissili sono devastanti dalla lunga gittata ma sono fragili, le navi antiaeree sono micidiali per i bombardieri e i caccia nemici ma sono facile preda di tutte le altre fregate e così via. Nella loro maestosità anche le navi da guerra – che sono anche le uniche che dispongono di abilità speciali e possono svilupparle passando di livello dopo aver effettuato un certo numero di veicoli nemici distrutti – non sono esentate da questo schema di gioco: ci sono navi di supporto che conferiscono bonus alle navi circostanti ma che sono al tempo stesso fragili mentre esistono poderose corazzate generalmente molto lente ma dotate di grande potenza di fuoco e capaci di incassare grandi quantità di danni.

Le battaglie spaziali in SoSE sono in tempo reale così come il resto del gioco. Non vi e’ una delimitazione tra il combattimento tattico e la gestione dell’impero. Diversamente da altri titoli come Sword of the Stars o dalla serie Total War che sono giochi a turni con una gestione tattica degli scontri in tempo reale, in SoSE tutto funziona sulla stessa mappa e alla stessa velocità. Gli sviluppatori hanno fatto un vero e proprio miracolo di bilanciamento per rendere tutto questo possibile. Così nello stesso tempo e nello stesso ambiente e’ possibile ordinare una ricerca, costruire una capital ship e spostare una flotta per attaccare una stazione spaziale. Il gioco e’ molto complesso quindi a volte, nonostante la qualità dell’interfaccia grafica, la situazione diventa confusa e il giocatore rischia di arrivare sempre fuori tempo con il proprio intervento ma questo e’ dovuto alla vastità del gioco più che a pecche nello sviluppo dello stesso.

Il multiplayer e’ stato implementato in modo molto interessante. E’ abbastanza evidente che gli sviluppatori avevano intenzione di dare grande importanza a questo aspetto del gioco e questo e’ dimostrato da una perculiarità di SoSE e cioè che il single player di fatto e’ limitato ad una serie di skirmish su mappe che si giocano online. Non vi e’ una campagna singleplayer. Di fatto gli sviluppatori stessi e’ come se consigliassero al giocatore di impratichirsi giocando con l’AI per poi passare direttamente a giocare online. E il gioco online e’ supportato bene, con lobby, sistemi di generazione di partite e strumenti molto comodi e ben studiati. Le performance online sono buone anche nelle partite più complesse con centinaia di astronavi. Non siamo ai livelli di AI Fleet Wars come numero di veicoli ma il sistema regge molto bene.

Tutto perfetto, quindi? Non proprio. Il gioco e’ vasto e accattivante. I problemi però si sentono nell’aspetto più “real time” del gioco. Non sulla parte strategica, che invece funziona benissimo, ma su quella tattica. Le flotte sono lente e i combattimenti talvolta si protraggono a lungo al punto che e’ possibile – anzi diventa spesso indispensabile – produrre e convogliare continuamente rifornimenti sul campo di battaglia per poter rimpiazzare le perdite e proseguire con l’offesiva. In SoSE non esistono guerre lampo. Le strutture planetarie sono molto potenti e ogni sistema e’ come un baluardo. E’ possibile schivarle e passare al sistema successivo ma e’ un passo azzardato e accade raramente che un giocatore – se non nelle fasi finali quando la partita e’ comunque decisa – rischi così tanto. Gli scontri sono confusi e lunghi, le astronavi si spostano, ruotano lentamente su se stesse, sparano con le loro armi ma la lentezza estrema finisce per rendere poco epico lo scontro nonostante la presenza delle capital ship e delle abilità speciali. Se le forze in campo non sono completamente sbilanciate, un duro scontro con i due avversari a pari distanza dalle loro basi e con rifornimenti che affluiscono costantemente, può durare anche decine di minuti e questo rallenta molto le partite che spesso infatti finiscono per durare anche un’intera giornata se coinvolgono 6-8 giocatori.

Ovviamente non tutti possono permettersi di giocare 10 ore di fila e una delle piaghe che affliggono questo gioco e’ determinata dai “leavers” e cioe’ dai giocatori che abbandonano una partita in corso, quando magari e’ ancora incerta, lasciando la propria squadra in difficoltà e in svantaggio numerico e rovinando il gioco a tutti, alleati e avversari. Esiste la possibilita’ di rendere vari parametri del gioco più veloci ( ricerca velocizzata, economia più rapida con produzione di risorse accelerata etc ) ma queste modifiche spesso rendono il gioco più veloce solo all’inizio: accorciano quindi il tempo di start up ossia quella fase del gioco in cui ogni giocatore si espande senza incontrare gli avversari e si prepara alla guerra, mentre lasciano invariata la velocità delle fasi successive, quelle in cui gli avversari si colpiscono ripetutamente con le proprie flotte.

L’interfaccia della ricerca. A sinistra c’e’ la pulsantiera per selezionare la ricerca ( civile, militare, logistica e per visualizzare gli artefatti trovati ) e a destra si possono scegliere i singoli ambiti. La ricerca costa molto, e’ lunga da completare e, se non scelta attentamente, rischia di dilapidare enormi risorse che potrebbero essere spese meglio in astronavi.

Le partite a SoSE sono quasi sempre diverse. Tra i numerosi scenari precostituiti e il generatore di mappe, le tre razze, le numerose possibilità strategiche e l’infinita variabilità dei giocatori che si possono trovare online, e’ praticamente impossibile giocare due volte una partita simile. Ad aggiungere pepe al gioco ci pensano però i pirati spaziali. Nelle partite in cui non sono disattivati, essi controllano un pianeta spesso centrale all’universo, e da questo sistema – pesantemente difeso – lanciano costanti raid verso l’esterno. Ogni giocatore può pagare i pirati per attaccare un avversario. I pirati intascano le bustarelle – che non restituiscono in nessun caso – fino a quando un timer non fa partire l’attacco. A questo punto le navi pirate partono verso la vittima designata ( quella per la quale e’ stata pagata la bustarella più alta ) non disdegnando di attaccare eventuali navi lungo la via. L’attacco dei pirati non e’ sempre una disgrazia. I pirati sono temibili ma le loro navi conferiscono anche molta esperienza e quindi consentono al giocatore che riesce a contrastarli efficacemente un buon bonus per le proprie astronavi maggiori. D’altra parte i giocatori più abili spesso utilizzano gli attacchi pirati come diversivi oppure come avanguardia di una flotta d’invasione. Pagare quindi non e’ sempre la scelta migliore ma a volte può essere comodo.

In conclusione SoSE e’ un bel gioco. Come capita spesso ai mix tra generi differenti, i difetti più gravi non dipendono da errori di sviluppo ma dalla difficoltà degli sviluppatori di miscelare i singoli elementi senza collisioni e incompatibilità. L’aspetto strategico del gioco e’ eccellente ma la parte tattica funziona male e questo e’ una grave pecca per un titolo che assomiglia più ad un gigatesco RTS che a un 4X. La lunghezza smisurata di certe partite online lo rende poco appetibile e sopratutto rende l’esperienza di gioco poco ripetibile non tanto per problemi di longevità del prodotto ma per mancanza di tempo da parte dei giocatori e per l’impossibilità di riprendere in un secondo tempo una partita sospesa e giocata tra persone trovate casualmente su internet e quindi probabilmente di paesi e fusi orari diversi. Giocare in clan tra persone note rende SoSE più gradevole e godibile ma, ancora una volta, questo esclude molti possibili giocatori e impoverisce l’esperienza online.

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