Spore

Come praticamente tutti i lavori di Will Wright, Spore e’ un God Game, cioè un gioco in cui il giocatore ha poteri divini, non agisce in prima persona ma, con poteri vasti e sovrannaturali, può controllare personaggi, costruire città, spostare eserciti e persino manipolare il mondo in cui il gioco e’ ambientato. La prima cosa che si nota in Spore e’ la somiglianza dell’editor ( che e’ stato sapientemente rilasciato al pubblico un mese prima del gioco completo ) con quello dei Sims 2. Differentemente dall’editor dei Sims 2, quello di Spore non e’ stato reso inutile dalla versione retail: le creature inventate non sono state spazzate via dal rilascio di una versione nuova e incompatibile come invece e’ successa nel caso del suo predecessore. Inoltre l’editor di Spore ha una peculiarità: e’ connesso alla banca dati della Maxis e ogni giocatore può contribuire con la propria opera ad aumentare le dimensioni di un data base ormai enorme di creature di ogni genere o limitarsi semplicemente a tenere per se i propri mostriciattoli e scaricare sul proprio computer i lavori altrui per giocarci, per studiarli e per “migliorarli”.
L’editor della versione retail, dicevo, non e’ incompatibile con i dati salvati dalla versione rilasciata precedentemente ma e’ comunque molto più complesso e completo. Nell’editor del gioco e’ possibile inventare creature primitive e creature moderne ( quelle primitive hanno a disposizione solo “componenti” che richiamano caratteristiche anatomiche delle creature acquatiche dei primordi della vita sulla Terra, mentre quelle moderne hanno tutti i “componenti” che erano gia’ utilizzabili nell’editor distribuito ad agosto ) e poi vestirle con abiti e gingilli di tre diverse epoche: antica ( o tribale ), moderna e futura ( spaziale ).
Un regale esemplare di Farfarana sfoggia il suo miglior costume tribale.
Con un sistema molto simile, ma con librerie di “componenti” ovviamente diversi, e’ possibile inventare anche edifici, veicoli terrestri, aerei, marini e spaziali, per ogni genere di creatura appena messa alla luce. L’editor e’ molto flessibile e gestisce dimensione, angolazione e posizione di ogni elemento che compone la creazione ( sia essa animata o inanimata ). A fine lavoro e’ anche possibile dedicarsi ai colori. Qui sfortunatamente il motore dell’editor mette in luce un suo difetto: non sono moltissimi i parametri su cui agire. C’e’ il colore generale, il colore del mantello e il colore delle caratteristiche secondarie.
Ad ogni modo l’editor non e’ il centro focale del gioco e non e’ necessario ideare creature, vestirle e dotarle di carri armati e arei per iniziare.
Il gioco inizia in modo molto diverso. Inizia come crediamo sia iniziata la vita sulla Terra: con una cometa che si schianta su un mondo primordiale portando con se le prime preistoriche forme di vita.
Fase 1: il brodo primordiale. In questa fase ( che molti hanno chiamato “alla Pacman” ) possiamo controllare una forma di vita monocellulare mentre mangia e cresce. Di fatto questa sezione ricorda i vecchi giochi a due dimensioni con vista dall’alto. La nostra creatura può essere comandata sia col mouse ( punta e clicka per dirigere l’animale ) che con i tasti. Lo scopo e’ quello di mangiare e non essere mangiati ma e’ molto più facile dirlo che metterlo in atto perche’ ovunque attorno a noi ci saranno innumerevoli creature più grandi e più piccole che competeranno con noi per il cibo sia che cerchino di mangiare la stessa cosa che vogliamo mangiare noi, sia che cerchino di mangiare… noi.
Mangiando, uccidendo le altre creature ( se siamo carnivori ) o difendendoci da esse, finiremo per accumulare abbastanza punti DNA per evolverci. A questo punto, dopo un breve rito riproduttivo, avremo modo di accedere all’editor delle creature primordiali ma senza avere il pieno controllo di tutti “componenti”. Potremo usare solo quelli sbloccati dopo averli trovati in giro nel brodo primordiale o avendo ucciso altre creature.
Ogni nostra azione avrà conseguenze permanenti sul resto della partita. Uccidere delle creature vuol dire farle estinugere ( non le vedremo più ), mangiare organismi vegetali ci farà fare dei passi evolutivi verso un futuro da vegetariani e così via. Potremo poi ripercorrere il nostro cammino evolutivo con l’apposita funzione.
Dopo un certo numero di passaggi Mangia-Cresci-Evolviti, la nostra creatura sarà abbastanza grande per scoprire la terra ferma e passare al punto successivo del gioco.
Il mio Violablob al suo primo accoppiamento. Ne uscirà verde ( nel senso che nell’evoluzione successiva diventerà verde ) e con qualche antenna in più.
La fase 1 e’ decisamente emozionante. La grafica e’ fantastica, il sonoro coinvolgente, i colori azzeccati. Nella fase 1 come nel resto del gioco possiamo imbatterci in mille creature diverse, alcune create dalla Maxis e inserite nel gioco e altre scaricate da internet e create dagli altri giocatori. E’ emozionante pensare che qualcuno da qualche parte potrebbe incontrare una creatura inventata da noi così come e’ divertente ogni volta vedere mostriciattoli diversi. Il gameplay e’ sempre lo stesso ma i nemici/avversari sono infiniti.
Fase 2: La terraferma. La nostra creatura si e’ evoluta e ha scoperto che c’e’ un mondo anche fuori dall’acqua. Non e’ sola, anzi direi che e’ in ottima compagnia. Come lei anche altre creature hanno fatto il salto evolutivo e si son messe a respirare ossigeno. La lotta per il cibo e la sopravvivenza si espande anche sulla terra ferma e noi ne saremo attori.
In questa sezione del gioco ( che si trasforma in un’avventura in terza persona ) dovremo esplorare il mondo terrestre, senza mai dimenticarci del nostro nido, del cibo e della nostra salute, potremo far amicizie con altre forme di vita, potremo combatterle o scappare. Le possibilita’ sono tante anche se la lunghezza di questa sezione e’ forse eccessiva sopratutto perche’ alcune cose diventano ripetitive dopo poco.
Scegliendo che atteggiamento avere con il resto delle specie viventi, avremo delle missioni da compiere ( uccidere o socializzare principalmente ) al termine delle quali avremo in regalo punti DNA con cui potremo evolverci e accedere nuovamente all’editor che questa volta ci metterà a disposizione i “componenti” delle creature moderne. Ancora una volta i “componenti” vanno sbloccati trovando in giro oggetti con il punto interrogativo ( ? ).
Nel nostro viaggio ( ebbene si, la specie migra e noi dovremo vagare per il mondo esplorandolo ma senza mai perdere di vista i nostri simili ) potremo essere accompagnati da altre creature più o meno utili e con il crescere della nostra intelligenza avremo più opportunità di essere affiancati da altri esseri e quindi teoricamente più speranze di sopravvivere.
Un Simph mitico, essere del tutto fuori scala rispetto ai comuni abitanti del mio mondo, si e’ appena accorto della presenza del mio Spatatroccolo. Inutile a dirsi, mezzo secondo dopo aver preso questa foto, lo Spatatroccolo si era estinto.
In giro per il mondo ci sono esseri di tutti i tipi: creature piccole e docili, creature grandi e curiose, creature ostili e minacciose. Come se non bastasse, ci sono anche esseri veramente mostruosi, grandi come dinosauri antichi e capaci di spazzare via ogni altro essere. Questi ultimi sono sempre “omaggi” della maxis.



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