Istaria: Chronicles of the Gifted

Una volta noto come Horizons: Empire of Istaria, questo mmorpg e’ stato – assieme a Vanguard, Auto Assault e Ryzom, uno dei titoli più sfortunati. La sua storia inizia nel lontano – ma non troppo – dicembre 2003 con il lancio Europeo insolitamente anticipato rispetto a quello nord americano. Con una release peggiore di molti altri mmorpg ( soliti problemi di overload dei server per la creazione degli account, di stabilità e performance del client, di bug del gioco etc ma un po più gravi rispetto alla concorrenza ), il pubblico, inizialmente numeroso e attratto dalle grandi promesse d’innovazione del gameplay, calò velocemente.
Lo scarso successo economico del gioco comportò il consueto merge dei servers ormai sovradimensionati per la popolazione giocante e una fitta serie di licenziamenti nello stuff. I ridimensionamenti del personale a loro volta incidettero moltissimo sulla qualità del servizio offerto ( patch rilasciate con grande lentezza, problemi irrisolti di bug e lag, contenuti nuovi aggiunti col contagoccie etc ) e quindi nuovamente causarono una perdita di clienti paganti in un circolo vizioso peggiorato enormemente dalle peculiarità di Horizons.
Il punto di forza, infatti, avrebbe dovuto essere la dinamicità del gioco e la possibilità di collaborazione di tutti i giocatori nella guerra contro le forze del male e della morte ( Withered Aegis ) composte dalle orde di PNG. Nelle intenzioni degli sviluppatori il sistema avrebbe dovuto essere semiautomatico e, con minimi impieghi di personale, avrebbe dovuto essere possibile combattere le orde di non morti e strappare al loro dominio intere regioni, bonificarle, edificare città e difenderle dalle offensive nemiche. Nella pratica, tale sistema venne reso possibile solo grazie a grandi sforzi dello stuff che di volta in volta doveva intervenire sul server e sui data base.
Inizialmente erano previsti numerosi eventi che avrebbero dovuto coinvolgere tutti i giocatori per la liberazione di alcune razze rese schiave dalle forze del male e per la conquista e la difesa delle terre libere. A seguito delle difficoltà economiche, con la riduzione drastica del personale, gli eventi vennero subito sospesi sine die e il contraccolpo fu notevole visto che l’intero gameplay era basato sulla collaborazione dei giocatori per il raggiungimento degli obiettivi dettati dalla storyline e questa era rimasta congelata per mancanza di personale.
Le difficoltà di Horizons e della Artifact Entertainment, finirono davanto ad un giudice per una causa di fallimento. I beni della Artifact Entertainment vennero liquidati ed acquistati dalla Tulga Games che a sua volta vendette tutto alla EI interactive, la quale, dopo una gestione discutibile ( moderazione rigidissima dei gruppi di discussione fino alla chiusura completa del forum, servizio di pagamento degli abbonamenti non affidabile con doppi e tripli addebiti ) ha a sua volta venduto tutto.
Oggi Horizons si chiama Istaria: Chronicles of the Gifted ed e’ gestito dalla Virtrium LLC, una piccola azienda informatica con programmatori part time e volontari. Nonostante le risorse limitate questo mmorpg ha avuto una piccola rinascita con alcune patch che hanno sistemato problemi di vecchia data, con due eventi globali.
PvP – PvE: Istaria e’ un gioco esclusivamente collaborativo. Il PvP e’ limitato a combattimenti consensuali nell’unica arena presente nel mondo di Istaria. I giocatori per potersi sfidare devono pagare un biglietto ( in moneta virtuale ), entrare nell’arena e combattersi e al perdente toccano tutte le normali penalità associate alla morte del personaggio. Apparte questo, l’esperienza di gioco “avventuroso” su Istaria si limita al PvE in un mondo completamente non istanziato. I mostri però sono pochi e molto ripetitivi, i livelli di esperienza sono tanti ma tutti poco differenziati, i loot sono poco interessanti e, generalmente, l’esperienza PvE di Istaria e’ stata considerata da molti poco soddisfacente. Il discorso cambia in occasione degli eventi, quando cioè i giocatori si trovano a dover combattere tutti assieme contro le orde del Withered Aegis per conseguire obiettivi comuni raggiungibili solo graze allo sforzo dell’intera comunità.
Cose da fare assolutamente: Esplorare Istaria. Trovare un appezzamento libero, possibilmente in una regione esteticamente soddisfacente. Costruirsi una casa. Partecipare ad un evento. Combattere le orde dei non morti mentre gli altri ricostruiscono un ponte, un avamposto, un castello. O viceversa. Fare un personaggio Drago. Divertirsi con il sistema di crafting e pensare che nel 2003 era veramente innovativo. Pensare a cosa sarebbe potuto essere il gioco se fosse stato gestito adeguatamente. Ascoltare le musiche. Disinstallare il tutto.
Pregi: Fai-da-te. Il sistema di crafting – innovativo nel 2003 – e’ ancora abbastanza piacevole e vario. Costruire abitazioni, strutture di gilda e magazzini e’ divertente e da soddisfazione vedere crescere un avamposto.
Originale. L’ambientazione in se non ha molto di originale: il mondo e’ sull’orlo dell’abisso, minacciato dal male che avanza. Ma e’ originale l’idea di un mondo dinamico dove tutti i giocatori combattono per difendersi, sopravvivere e un domani ( mai ) vincere. Non esistono altri mmorpg collaborativi.
Celtico. Le musiche sono fantastiche. Tra le migliori mai ascoltate in un mmorpg. Solo in titoli come Age of Conan o Anarchy Online e’ possibile trovare un reparto musicale compatibile con quello di Istaria.
Difetti: Vecchio. Horizons e’ nato vecchio. La sua veste grafica non stupiva nemmeno nel 2003. Oggi e’ un pezzo da museo. I colori sono sgradevoli, le texture sono di bassissima qualità, le animazioni sono sempre state goffe e irreali.
Scassato. Il client non ha mai fatto miracoli e non e’ mai stato ottimizzato a dovere. Anche oggi, su computer molto più potenti, funziona male e lagga. I bug sono stati risolti sempre con estrema lentezza e alcuni (r)esistono praticamente dal lancio del gioco.
Deserto. Ci gioca veramente poca gente e non c’e’ nessun motivo logico per pensare che la sua popolazione sia destinata ad aumentare. Il PvP e’ inesistente, il PvE non e’ abbastanza profondo, il crafting – una volta vera e propria punta di diamante – e’ oggi nella media e il contenuto – carente sin dal lancio – e’ stato scarsamente ampliato.
New Economy. Il mercato offre prodotti migliori a prezzo pari o persino inferiore.
Giudizio finale: Non c’e’ nessuna giustificazione per il giocatore che decide di provare Istaria invece di uno dei tanti altri mmorpg, a meno di non averli provati gia’ quasi tutti e di volersi togliere il dubbio o di voler raggiungere un amico nel mondo di Istaria. In ogni caso e’ bene ricordare, prima di scegliere questo gioco, la lunghissima serie di delusioni che ha elargito a piene mani a tutti quelli che hanno deciso di dedicarvi il proprio tempo e le scarse prospettive di una crescita futura.
Voto: 5
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