Vanguard – Saga of heroes
La storia di Vanguard e’ una delle più travagliate nel mondo dei MMORPG. L’abbandono di Microsoft e l’interessamento della SoE prima ancora del suo lancio, sono stati segnali chiari della malasorte che avrebbe colpito duramente questo gioco. La storia della sua nascita e dei suoi primi mesi e’ costellata di articolo di giornali ( non solo di videogiochi ma anche testate di finanza ), indiscrezioni, mosse di mercato e lo spettro del fallimento. E se si pensa che tutti si erano aspettati molto da questo titolo e al suo designer, Brad McQuaid, ex dipendente della SoE, pricipale sviluppatore di Everquest, stimatissimo dai giornalisti e considerato uno degli uomini dal futuro più brillante del panorama dei videogiochi, si ha un’idea del rombante tracollo che ha travolto Vanguard e lo ha affossato molto più di quanto meritasse effettivamente.
Oggi, a 15 mesi di distanza dal suo lancio e dopo un massiccio lavoro da parte dello staff tecnico della SoE, Vanguard e’ diventato un prodotto commerciabile senza imbarazzo e anzi caratterizzato da aspetti qualitativamente notevoli. Ma se si parla di Vanguard e’ difficile essere obiettivi e viene sempre da pensare: troppo poco, troppo tardi.
Se e’ vero che e’ troppo tardi ( i mmorpg, se non si considera il caso atipico di Eve, tendono a vedere la propria popolazione ridursi col tempo e quasi mai aumentare ) e’ anche vero che la Soe non ha fatto troppo poco per rivitalizzare Vanguard. Da quando la Sigil Games Online e’ stata acquisita e lo staff licenziato in tronco, la Soe ha pesantemente rimaneggiato Vanguard. Molti effezionati ( cioè poche persone ) diranno che la Soe ha agito come suo solito, senza considerare la community ( praticamente inesistente ) e smontando intere sezioni del gameplay per adeguarle ai propri standard. In verità l’acquisizione da parte della SoE ha portato solo miglioramenti al gioco. Il client, che prima era pesantissimo, buggato, instabile e fortemente incompleto, e’ stato sistemato a dovere ed e’ diventato decentemente performante e sopratutto stabile. Il contenuto high end, prima completamente inesistente, e’ stato messo in linea così come il bilanciamento delle classi, delle abilita, degli oggetti e delle quest e’ stato portato avanti con la massima solerzia.
Si dice che su quell’isola, di notte, si accendano degli strani fuochi e, secondo gli abitanti dei paesi vicini, vengono eseguiti oscuri riti magici.
Vanguard oggi e’ un gioco che può dare delle soddisfazioni notevoli, che ha grandi potenzialità, ampli margini di ulteriore miglioramento, e’ un gioco vario con mille cose da fare e un’interfaccia comoda e funzionale. Se fosse lanciato oggi con un nome diverso, potrebbe contare su un pubblico di dimensioni considerevoli. Ma siccome si porta dietro il disastroso nome e la fama negativa della SoE ( non del tutto immeritata ma comunque eccessiva ), probabilmente non sarà mai nulla di più che un piccolo prodotto di nicchia.
In Vanguard ogni personaggio può progredire in tre diverse sfere di esperienza: nell’avventura ( combattimento con la sua classe, risoluzione di quest ), nelle tradeskill ( crafting, harvesting, missioni di costruzione ) e nella diplomacy. Quest’ultima e’ una vera novità per i MMORPG: si può andare in giro per il mondo a parlare con i PNG ( i quali a volte si rifiuteranno di conversare con voi se non avrete prima un’aspetto decente – ottenuto indossando certi capi d’abbigliamento -, raggiunto una certa fama o una certa abilità diplomatica o completato altre missioni precedenti ) per risolvere discussioni, controversie, litigi, per demoralizzare, depistare, ingannare. I dialoghi possono essere fini a se stessi ( come training ) e al loro termine possono fornire un po di esperienza e qualche informazione utile o possono essere parte di una quest diplomatica. Da ultimo possono essere dialoghi mirati ad ottenere un bonus cittadino e cioè un potenziamento ( che dipende dalla natura della conversazione e dal PNG coinvolto ) che garantisce bonus a tutti coloro i quali si trovano a transitare nell’area.
C’e’ moltissima carne al fuoco in Vanguard. Se ci si stufa di combattere si può fare diplomacy ( che di fatto e’ un gioco di carte in cui bisogna preparasi il deck, scorpire le strategie dell’avversario e batterlo mentre il dialogo – spesso buffo e intrigante – scorre sullo schermo ), si può esplorare, harvestare e craftare. Generalmente facendo una sola di queste cose si finisce per girare il mondo e fare anche le altre senza sentire troppo il peso del farming.
Il crafting poi e’ fenomenale. Un gioco a se stante piuttosto che un sottogioco. Niente di simile era mai stato visto prima anche se il sistema e’ una rivisitazione del crafting di Everquest II. Di fatto per creare un oggetto e’ necessaria una ricetta e ogni ricetta e’ comporta certi stadi di avanzamento ( fondere il metallo, metterlo nello stampo etc ) in cui possono essere usate delle skill che aumentano la qualità dell’output o il progresso nel procedimento stesso. Contemporaneamente però possono esserci degli imprevisti ( il fuoco troppo caldo, impurità nei materiali etc ) che comportano conseguenze spesso poco piacevoli e che possono essere combattuti con altre skill o con oggetti. L’uso di skill e oggetti comporta la spesa di punti azione ( che sono disponibili in quantità limtata e se terminano prima del completamento del processo comportano l’aborto dell’operazione ) e quindi spesso ci si trova a dover scegliere se rischiare per avere un output di qualità o se andare sul sicuro con un oggetto scadente.
Il crafting e’ fortemente interattivo anche se comunque ripetitivo. Non si tratta quindi solo di craftare 1000 oggetti uguali perche’ ogni volta che si crafta bisogna fare scelte diverse. Il risultato stesso e’ quasi sempre diverso.
PvP-PvE: Vanguard assomiglia molto ad Everquest II sotto tanti punti di vista. L’entrata in scena della SoE ha poi aumentato le somiglianze tra i due titoli. E come Everquest II, in Vanguard il PvE ha la precedenza assoluta. Il PvP, presente sin dall’inizio e disponibile in forma consensuale sui server normal PvP o illimitato sui server PvP, non e’ mai stato ben implementato a causa sopratutto di un forte sbilanciamento tra le classi. Con l’accorpamento dei server in seguito al tracollo della popolazione giocante, i server PvP sono scomparsi e quindi oggi Vanguard e’ un gioco con PvP limitato e consensuale. Il PvE al contrario e’ in grado di assorbire l’attenzione dei giocatori per buona parte della loro vita ludica. Ci sono dungeon ( tutti NON istanziati e quindi accessibili contemporaneamente a più gruppi ) per ogni livello, boss e miniboss nonche’ quest epiche per gruppi, raid e gilde.
Alyxis Varoon, guerriera di Thestra, a cavallo del destriero donatole per un’importante missione diplomatica. In Vanguard gli alberi sono mossi dal vento in modo incredibilmente reale.
Pregi: Economico. “Grazie” al suo insuccesso, oggi Vanguard e’ diventato economico. Si compra via download digitale e si paga solo l’abbonamento. Le espansioni che sono state introdotte nei contenuti sono gratis.
Bello. Visivamente e’ un bel gioco. La scelta dei colori forse e’ discutibile ma il motore grafico e’ comunque molto migliorato e la resa e’ superiore a qualunque altro mmorpg fatta eccezione per Age of Conan. Lo stile grafico può piacere o meno, ma la qualità e’ indiscutibile e le performance sono diventate accettabili.
Vasto. Il mondo unico, senza istanze, senza interruzioni, con panorami ampli, montagne, colline, valli, fiumi, da una forte sensazione di vastità. Più che in molti altri giochi, le dimensioni si sentono in ogni momento. A volte può sembrare un po vuoto ( sopratutto perche’ i giocatori sono pochi ) ma in realtà forse sono gli altri MMORPG ad essere troppo densamente popolati da mostri e quest.
Maniche. In Vanguard bisogna rimboccarsi le maniche perchè c’e’ molto da fare. Crafting, diplomacy, adventure, raid, gilde, esplorazioni. Ci sono più possibilita’ che negli altri giochi, più varietà. La diplomacy e’ geniale e divertente.
Difetti: Vanguard. Il suo nome e’ un difetto. La fama che si porta dietro e’ un macigno.
Nato vecchio. E’ un MMORPG che non ha mai visto l’entusiasmo iniziale e il boom demografico. Dopo un mese la popolazione era quasi azzerata e benche’ siano stati fatti miracoli, ancora oggi non si e’ mai pienamente ripresa.
Deja-vu. Il sistema di combattimento, alcune parti di interfaccia, ricordano fortemente un mix tra WoW ed Everquest II. Alcune parti del gameplay e il crafting, hanno un vago sapore di deja-vu. Vanguard brilla per originalità solo nella Diplomacy e nel flop iniziale.
Cose da fare assolutamente: Un paladino a Thestra e completare la main quest della diplomacy. Comprare un cavallo. Oppure vincerlo con la diplomacy. Craftare il proprio equipaggiamento compresi gli strumenti di harvest. Seguendo un altro gruppi, andare in un dungeon vuoto e scoprire, al repop, che non era proprio vuoto. Andare con una cavalcatura volante. Girare in barca ( possibilmente dopo essersela costruita ). Possedere una casa. Con la diplomacy vincere un discorso e trappare un bonus cittadino agli NPC.
Giudizio complessivo: Se siete delusi da Age of Conan, Vanguard potrebbe essere un ripiego perche’ brilla la dove AoC fallisce. Il PvP non deve interessare al giocatore di Vanguard, così come non deve essere una preoccupazione trovare gruppo. Non mi sento di consigliarlo a nessuno in particolare se non a chi vuole provare un sistema di crafting nuovo o un MMORPG particolare e non ha pregiudizi.
Voto: 6,5


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