Distretto 9
Era da un po che non vedevo film di fantascienza e Distretto 9 un po ha appagato la mia sete. Si tratta di un film discreto, che colpisce subito e lo fa con forza ma che nel corso del 100 e poco più minuti di durata un po si perde tra effetti speciali buoni ( ed economici a giudicare dal budget complessivo ), scene d’azione ben realizzate e una trama che finisce per essere leggera e superficiale contrariamente a quanto sembrava promettere. Per gli appassionati di fantascienza le citazioni si sprecano: Visitors, Blade Runner, Starship Troopers, Cloverfiled per la fantascienza ma anche film horror come La Mosca e Rec per citarne solo alcuni.
Il film riesce molto nelle parti iniziali usando la tecnica del mockumentary, mixando interviste ad amici e parenti del protagonista principale con immagini “girate sul campo” da una telecamera con la tecnica Shaky camerawork, già usata con successo in altri film di fantascienza. L’atmosfera e’ resa molto bene con un montaggio veloce, scene brutali dal grande impatto visivo ed emotivo e molti riferimenti che aiutano lo spettatore a collocare la vicenda in un mondo non troppo lontano dal nostro e quindi a coinvolgerlo emotivamente più di quanto non accada di solito con i film di fantascienza.
Funziona tutto molto bene fino a metà film, quando il ritmo cambia nuovamente e lo stile documentaristico viene definitivamente abbandonata a favore di quello narrativo che segue il protagonista principale ormai solo ed emarginato come le creature aliene che ha vessato fino a quel momento. A questo punto, che poi e’ anche la parte migliore del film, quella in cui lo studio della psicologia degli attori della vicenda raggiunge la vetta più alta e in cui lo spettatore e’ chiamato a schierarsi ( alieni brutti, selvaggi, incomprensibili nelle motivazioni, miseri, sporchi etc da una parte ed esseri umani antipatici, egoisti, violenti, assassini dall’altra ), il tono cambia nuovamente e diventa un film d’azione brutale con scene violente e ricolme di situazioni splatter che ricordano a volte Minority Report, a volte Black Hawk Down con sbruzzatine di Blade Runner e Starship Troopers. Un finale veramente ricco di cirazioni, di esplosioni, di azione ma alla fine, come dicevo prima, un finale che svuota il film della sua anima polemica e crepuscolare.
E’ un vero peccato perche’ i presupposti c’erano tutti. Il ribaltamento della “normalità” fantascientifica nella quale gli alieni tecnologicamente avanzati che arrivano sulla Terra finiscono per commettere atrocità sulla razza umana non e’ certo originale ma la sua contestualizzazione in un mondo attuale facilmente riconoscibile con trafficanti d’armi, superstizioni ( come quella che sta portando all’estinzione molti animali a favore di riti magici e pozioni d’amore ), multinazionali e organizzazioni novranazionali dal nome facilmente riconoscibile ( MNU ), la pulizia etnica, i ghetti e le baraccopoli, la delinquenza e la disperazione di un mondo di miseria e povertà, e’ un’idea buona e funziona finche’ e’ al centro della vicenda. Il film poi scivola nella Space Opera a base d’azione e senza gli interrogativi che la fantascienza intelligente e più arguta pone allo spettatore.
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