FPS che passione!
Settimana ricca per gli amanti degli FPS.
Il 30 e’ uscito in europa l’atteso Borderlands della Gearbox. Si tratta di un FPS con elementi RPG e ambientazione post apocalittica e caratterizzato dalla possibilita’ di giocare l’intera campagna sia in sigleplayer che in modalita cooperativa con altri 3 giocatori. Quello che si nota subito e’ la grafica in stile cartoon. Nonostante il tema sci-fi del gioco ( ambientato su un pianeta caduto in rovina e ridotto a deserto pieno di rovine ) l’atmosfera che si respira e’ decisamente poco seria. I personaggi principali sono caratterizzati da particolari ridicoli, i dialoghi sono pieni di ironia e certi momenti di gioco sono tendenti al demenziale. Insomma, questo non e’ un gioco che si prende sul serio. Ed e’ qui che salta il parallelo – che pura pare scontato all’inizio – con Fallout. Perche’ al di la del tema post apocalittico, di alcune scelte di gameplay come la visuale in prima persona, Borderlands ha poche pretese ruolistiche ed e’ molto più mirato sull’immediatezza, sul divertimento e sulla godibilità immediata. E riesce bene in questi campi visto che – differentemente dal titolo della Bethesda – come sparatutto non ha niente da inviadiare ad altri titoli ma, anzi, dal punto di vista artistico può vantare un motore che funziona benissimo ed e’ decisamente gradevole e snello.
Completamente diverso e’ l’altro titolo della settimana e cioe’ Left 4 Dead 2. O meglio: la sua demo limitata a chi ha acquistato il preorder.
Su questo titolo ci sarebbe da parlare molto ma purtroppo la demo – come e’ ovvio che sia – finisce troppo presto. Fa intravvedere le potenzialità del gioco facendo l’occhiolino all’acquirente ma finisce subito, quando il giocatore sta iniziando a scaldarsi. Il vero problema e’ che questa demo e’ stata rilasciata con più di due settimane di anticipo ( quasi 3 per gli europei ) sul titolo completo e in anteprima per chi lo ha già comprato e ormai non può più tornare indietro. Nella lunga attesa molti si sono trovati a giocare più e più volte le due mappe ( o forse una e mezzo come con Left 4 dead ? ) rilasciate nella demo, cercando di ingannare il tempo che resta alla release del gioco completo.
Mod o gioco stand-alone? La domanda e’ delicata e la risposta, al momento, non e’ definitiva. Siamo abituati a seguiti di videogiochi in cui il gameplay in fin dei conti non cambia quasi per nulla. Del resto il pubblico dei videogiochi – sopratutto quando si parla di PC – e’ esigente e le case software a volte si son trovate a rivoluzionare il gameplay e incassare comunque pareri sfavorevoli da parte di chi avrebbe preferito qualche cosa di più simile al titolo precedente. In questo caso la Valve non ha rivoluzionato nulla. Il gioco e’ sempre lo stesso: quattro personaggi devono sopravvivere ad un’epidemia che rende la gente pazza e la sfigura orribilmente, viaggiando attraverso un mondo devastato, trovando rifugio in “safehouse” che di fatto svolgono la parte di veri e propri checkpoint, per arrivare alla fine del livello, in una zona dove si presume vi sia la salvezza o almeno un veicolo per allontanarsi abbastanza da sentirsi al sicuro.
Detto questo, bisogna chiarire che in Left 4 Dead 2 ogni cosa e’ realmente “raddoppiata”. Ci sono molte più armi ( dal piccole mitragliatrici silenziate a fucili da caccia, da fucili da cecchino con caricatori capienti a fucili d’assalto ak47 ), sopratutto le armi da corpo a corpo che erano inesistenti nel primo capitolo se si esclude l’uso improprio che si poteva fare di bombole e taniche di benzina; ci sono i soliti infected speciali – questa volta ridisegnati graficamente e leggermente modificati – a cui sono affiancati nuovi infetti come il charger o il Jockey. Nella versione completa ci saranno anche nuovi tipi di munizioni ed oggetti speciali in giro per le mappe ( munizioni esplosive o incendiarie, defibrillatore e adrenalina oltre ai soliti medikit e pillole antidolorifiche ) nonche’ diversi cammini differenti per giungere alla fine del film.
More of the same. Left 4 Dead 2 sembra a metà strada tra un mod e un addon. La grafica ritoccata, le nuove armi, il gameplay praticamente immutato e le nuove mappe fanno pensare ad un addon. Al contrario, gli infected originali del primo titolo leggermente modificati, la possibilita’ di arrivare a destinazione percorrendo vie diverse, le nuove modalità di gioco tra cui la Scavenger, fanno pensare ad un mod. Nell’uno e nell’altro caso l’appassionato di L4d non dovrebbe rimanere colpito negativamente sopratutto se si e’ aggiudicato la sua copia a prezzi contenuti, sfruttando l’offerta speciale del 4-Pack che consentiva risparmi notevoli ai gruppi di amici che avevano acquistato 4 copie contemporaneamente, oppure – meglio ancora – a chi e’ riuscito come il sottoscritto a comprare la versione US a soli 24 euro. L’unica cosa che lascia veramente perplessi e’ l’acquisto di questo gioco a prezzo pieno e la politica dei prezzi in Europa, dove il gioco verrà venduto a ben 49,95 $, un prezzo altissimo per un gioco che promette di essere divertente ma in sostanza non ha nulla di innovativo.
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