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Archivio per la categoria ‘Cinema’

The Road

5 giugno 2010 Nessun commento

The Road e’ un gioiellino.

The Road e’ uno dei motivi per cui – ogni tanto – vale ancora la pena di andare al cinema.

Non ho letto ancora il romanzo ma sicuramente rimedierò a brevissimo. Quindi non posso esprimermi sulla fedeltà al racconto di Cormac McCarthy se non basandomi sulle informazioni reperibili in rete. Io giudico quindi esclusivamente quello che ho visto e tanto mi basta per non rimpiangere i 16 euro ( il cinema ormai e’ un lusso ) che ho speso ieri sera.

The Road parla del cammino di un padre e un figlio verso il sud e verso il mare in un cupo e grigio mondo distrutto da un’apocalisse che ha quasi cancellato ogni forma di vita dalla faccia della terra. In questo mondo lunare, cinereo e morto si sopravvive recuperando quel che resta, dopo anni di saccheggi e di decadenza, della vecchia civiltà: semi, qualche chicco di grano, cibo in scatola scaduto da tempo. Oppure carne umana.

Il film riesce ad essere brutale e crudo quasi al limite della sopportazione senza spargimenti di sangue. Le situazioni, la ferocia di un mondo morente e di una società disgregata e costretta al cannibalismo per la sopravvivenza, sono così ben tratteggiati – in certi casi persino accennati – da non richiedere scene violente ed esplicite per accendere l’orrore negli occhi dello spettatore. Il trailer stesso e’ fuorviante. Molti – compreso il sottoscritto che non si e’ recato al cinema completamente sicuro della propria scelta – hanno creduto The Road essere un film d’azione, di sopravvivenza, un film catastrofico in cui come al solito di vedono eroi sopravvivere nonostante tutto grazie alla loro forza, alla prontezza di spirito e alla propria stuzia. Al contrario The Road e’ crepuscolare come il lungo tramonto della Terra in esso narrata, senza eroi o atti di valore, quasi senza speranza come i personaggi raccontati.

Quel che rende più bello questo film sono i numerosi piani di lettura, la ricchezza narrativa che certamente eredita dal romanzo da cui e’ tratto. The Road e’ la storia del rapporto tra un padre e un figlio e in questo eccelle ma e’ anche un racconto ecologico che ci mette di fronte ad una tragedia immane, forse nemmeno frutto dell’opera dell’Uomo, che in un colpo solo e in modo incredibilmente realistico e credibile spazza via ogni cosa umana a partire dalla società fino ai nuclei familiari più tenaci. E’ una storia di sopravvivenza che pone grandi problemi morali senza dare alcuna soluzione e riesce ad essere un racconto dell’orrore più spaventoso di molti altri film che si prefiggono solo di terrorizzare il pubblico.

The Road e’ un film che va visto assolutamente.

ps: Piccola nota per chi ha apprezzato il film e vorrebbe esplorare meglio il genere di riferimento. Personalmente consiglio la lettura di questi romanzi:

O la visione di questi film

Zombie che passione!

7 aprile 2010 Nessun commento

I media ultimamente si stanno interrogando sui motivi di questa riscoperta passione per i vampiri. Con le dovute eccezioni ( vedi i sottotipi di “Intervista col vampiro” e il ricco filone del gioco di ruolo di “Vampiri la mascherata” ) non sono mai stato un grande appassionato di questo genere di mostro non morto ma ho sempre apprezzato molto di più lo zombie. Fortunatamente per me negli ultimi anni si sono moltiplicate le opere – di ogni genere e qualità – incentrate su questo peculiare mostro. Ci sono zombie veloci e zombie lenti, zombie stupidi e zombie abbastanza furbi, zombie “mistici” e zombie “scientifici”, zombie originati da virus modificati geneticamente e zombie nati da contaminazioni di composti velenosi di origine militare. Una sola cosa li accomuna tutti: l’istino omicida e la serie di incredibili sciagure che riescono a causare con la loro comparsa. Benvenuti in questo piccolo compendio per gli appassionati del genere!

  • Il ciclo di Romero

La notte dei morti viventi ( Film, 1968 ): Non si può partire per questo viaggio nell’orrore se non da questo titolo. Tecnicamente non e’ il primo film sugli zombie ma di fatto ha definito il genere e, in ogni caso, il film con cui ogni opera successiva si e’ dovuta confrontare uniformandosi o contrapponendosi. Pessimista, critico, cinico, nichilista. Ne “La notte dei morti viventi” non e’ ben chiaro cosa da origine all’epidemia ma i morti tornano a camminare ( per un virus? una cometa? non e’ mai chiarito ). Lenti ma inesorabili, supidi e goffi ma numerosi e quasi inarrestabili, allungano le loro mani per divorare le proprie vittime che fanno fatica ad accettare la realtà, litigano, non riescono a mettere da parte i pregiudizi e non fanno squadra e in generale non fanno una bella fine.

L’alba dei morti viventi ( Film, 1978 ): Secondo film del ciclo dei morti viventi di Romero. Il mondo e’ caduto nelle mani degli zombie che hanno decimanto la popolazione mondiale. Alcuni sopravvissuti si barricano in un supermercato e vivono nel lusso e nell’agio circondati dalla morte che regna ovunque. La critica sociale di Romero si sposta, rimane fine e feroce, il film  montato da Dario Argento e con le musiche dei Goblin e’ veloce e colpisce duro. Oggi non fa certamente impressione come negli anni 70 ma rimane un capolavoro indiscusso dell’horror.

Il giorno dei morti viventi ( Film, 1983 ): Dopo il successo commerciale de “L’alba dei morti viventi”, Romero ci riprova questa volta con un budget iniziale enorme rispetto ai suoi predecessori ( 7 milioni di dollari ) ma poi dimezzato durante i lavori. Il film non e’ certo all’altezza dei primi due e anzi sembra meno curato. La storia, che inizialmente doveva essere epica e ricca, e’ stata tagliata per far fronte alla mancanza di fondi e il risultato e’ una trama poco convincente con personaggi con i quali e’ difficile entrare in simpatia e che spesso si muovono in modo poco sensato e credibile fino ad un finale molto poco convincente.

La terra dei morti viventi ( Film, 2005 ): A quasi venti anni di distanza Romero torna al genere degli zombie dopo il grande successo del remake del “L’alba dei morti viventi”. Questa volta il budget e’ veramente grande, si scritturano attori interessanti come Dennis Hopper, si punta ancora sulla critica sociale che però e’ grezza ed evidente mentre nei primi film era sottile e acuta. Dopo un inizio notevole il film cala costantemente e complessivamente sembra convalidare le tesi di coloro i quali ritengono il filone degli zombie ormai esausto e incapace di partorire idee nuove.

Diary of the dead: le cronache dei morti viventi ( Film, 2007 ): Quarto film della serie di Romero. Questa volta si seguono le disavventure di un gruppo di studenti che viene colto dall’epidemia di zombie mentre gira un film horror. La scusa e’ buona per girare il film di zombie con taglio documentaristico ( o mokumentaristico per essere più precisi ) sfruttando le telecamere che i ragazzi avevano con se per le riprese. Nel film e’ forte l’accenno alle nuove tecnologie e al Web 2.0 con forti riferimenti al lavoro di Brooks “World War Z”. Film passabile, meglio del precedente ma nemmeno accostabile ai primi due.

Survival of the dead ( Film, 2009 ): Quando uscirà in Italia potrò vederlo e commentarlo.

  • Spin off e seguiti non ufficiali

Il ritorno dei morti viventi ( Film, 1985 ): Dalla penna di Russo – il quale aveva scritto assieme a Romero lo screenplay de “La notte dei morti viventi” -  e’ tratto questo film di Dan O’Bannon. Lo spirito nero pervade la pellicola e il regista più volte fa l’occhiolino al fan dei film di zombie di Romero permettendosi persino di farne citare il film dicendo che però non racconta bene fatti realmente avvenuti. Gli zombie di O’Bannon non zoppicano ma corrono a meno di non essere troppo danneggiati, tendono imboscate, parlano e fanno un sacco di cose disturbanti. Il film mantiene sempre un ritmo elevato con dialoghi eccentrici ma divertenti, personaggi veramente antipatici ma interessanti e mostri veramente diabolici fino ad un finale letteralmente esplosivo. E’ per sempre un film d’opposizione al classico ma rimane notevole sotto tutti i punti di vista.

Zombi 2 ( Film, 1979 ): Dal compianto Lucio Fulci un seguito non ufficiale. La trama non ha molti punti in comune con il film di Romero apparte l’argomento ( i non morti appunto ) eppure il film venne lanciato come se fosse il seguito di “Zombi”, che e’ il titolo italiano de “La notte dei morti viventi”, salvo poi cambiare le cose successivamente variando il nome del film in alcuni paesi per problemi di copyright. Il sangue e gli effetti splatter sono veramente notevoli in un film che per anni ha subito pesanti tagli dalla censura per via di scene molto crude e poi passate alla “storia” del cinema horror come la scena dell’occhio strappato.

Zombi 3 ( Film, 1988 ): Seguito ufficiale di Zombi 2 e non ufficiale del solito “La notte dei morti viventi” di Romero, iniziato da Fulci ma poi abbandonato per problemi di salute o più probabilmente per incomprensioni con lo staff, questo film riporta in scena zombi creati da un esperimento militare, soldati e civili dilianiati da mostri non morti e scene efferate. Assieme al suo predecessore e’ ormai considerato un cult ben oltre alle sue effettive qualità.

  • Remake

La notte dei morti viventi ( Film, 1990 ): Tom Savini, mago degli effetti speciali dei film di Romero, si cimenta nel remake del film del ’68. La trama non e’ molto diversa così come alcune meccaniche tra i personaggi. Quello che cambia veramente e’ il personaggio di Barbara. La critica lo ha stroncato per poi scoprirsi più misericordiosa qualche anno più tardi.

L’alba dei morti viventi ( Film, 2004 ): Remake del film di Romero e diretto da Zack Snyder ( 300, Watchman ), “L’alba dei morti viventi” e’ un film di ottima qualità con attori molto bravi, anche se non molto conosciuti, effetti speciali ottimi, grande dispiegamento di mezzi, truccatori e centinaia di zombie nelle scene più grandosie. La trama si discosta molto da quella del film del ’78 ed e’ ricca di citazioni ( lo sceriffo e il predicatore della tv per dirne solo due ) con scene molto crude ma anche tocchi di classe e svolte del tutto inaspettate. La critica sociale svanisce, l’azione prende il sopravvento ma l’orrore e’ evocato con maestria e raramente si sono visti zombie così “belli”.

  • Zombie moderni

28 giorni dopo ( Film, 2002 ): Dalla regia di Danny Boyle un film brutale, innovativo e irruente. Gli zombie questa volta sono sostituiti da malati di un virus simile alla rabbia – il virus “Rage” – che infetta le persone in pochi secondi e le strasforma in esseri folli e furiosi. Ambientato in inghilterra questo film può contare su una regia di alta qualità, su uno scenario unico e ambientazioni e sequenze di rara forza evocativa come la camminata di Jim nel centro di Londra. Da vedere assolutamente.

28 settimane dopo ( Film, 2007 ): Il virus “Rage” che sembrava scomparso torna in azione con il solito fiume di sangue e le consuete morti atroci. L’originalità del primo film lascia il passo a una serie di cose già viste ( e fatte meglio, oserei dire ). 28 settimane dopo si fa vedere e può anche divertire. Alcune scene sono molto forti e interessanti ( i primi minuti sono senza ombra di dubbio i migliori del film ) ma nel complesso si ha la netta sensazione che a far nascere questo film ci sia solo l’interesse economico di far cassetta dopo il successo clamoroso del film di Boyle ma senza avere alcuna idea nuova e senza essere nemmeno in grado di riproporne i temi migliori.

Undead ( Film, 2003 ): Questa volta l’origine del flagello e’ il cosmo che scaglia su una tranquilla cittadina australiana uno sciame di meteoriti infetti. La gente del posto si trasforma in una folla di mostri mutanti mentre alcuni sopravvissuti cercano di non farsi mangiare. In questo film c’e’ più cuore che tecnica ma va bene così. L’humor nero non e’ sempre efficace ma quando funziona l’effetto e’ notevole. La trama sembra molto poco originale ma lo spettatore lentamente si accorge che c’e’ molto di più di quello che sembra e il finale fa l’occhiolino a tutti i mostri sacri del genere horror zombie.

Resident evil ( Film, 1995 ): La trasposizione – decisamente libera – del famoso videogioco della Capcom. Resident evil fa parte di una trilogia di qualità costantemente descrescente e budget inversamente proprozionale alla bontà della pellicola. In verità nemmeno il primo film della trilogia si avvicina alla sufficienza ma tutto sommato rimane interessante per gli appassionati di zombie che hanno anche apprezzato il videogioco. In Resident evil il finimondo e’ scatenato da un virus – il T virus – che causa orribili mutazioni e fa rivivere i morti con la piccola controindicazione di renderli ghiotti di carne umana. Milla Jovovich si prodiga uccidendone parecchi in modi generalmente molto poco sensati ( ma nei seguiti la situazione peggiora drasticamente ) e, per risollevare il morale del pubblico maschile, mostra parecchio di sè.

  • Parodie

Shaun of the dead ( Film, 2004 ): Commedia noir pervasa di spirito british con attori fantastici e una interminabile serie di citazioni ad altri film del genere, situazioni classiche dell’horror ma riviste in chiave demenziale e deliziose chicche che hanno fatto e faranno la felicità di tutti gli amanti del genere ( o dell’humor britannico ). Lo stesso Romero ha apprezzato questo film al punto di chiedere all’attore protagonista di partecipare al suo “Land of the dead”. Ovviamente come non morto. Imperdibile.

Zombieland ( Film, 2009 ): Non so come sia ma deve essere interessante. E i responsabili degli oltre 8 mesi di ritardo tra il lancio americano/europeo e quello italiano ( che non avverrà prima di giugno 2010 ) dovrebbero pagare la propria incapacità con il licenziamento.

Planet terror ( Film, 2007 ): Dal concept film “Grindhouse” di Tarantino e Rodriguez, questo film si ispira e ricalca in tutti i modi possibili i film horror anni 80. Effetti speciali ottimi ( quando non sono all’altezza e’ solo perche’ cercano di riprodurre le tecniche degli effetti dei vecchi film ), trama genialmente trash, attori perfettamente incapaci, dialoghi volutamente farseschi. Tutto e’ esattamente come non dovrebbe essere e il risultato e’ ottimo. Ovviamente non spaventa nessuno ma diverta tantissimo.

  • Narrativa

Manuale per sopravvivere agli zombi ( Saggio, 2003 ): Altro mockumentary sugli zombie, questo manuale ha la forma di una guida scritta per aiutare il lettore a sopravvivere ad un’epidemia di zombi. Partendo dalla descrizione dell’agente responsabile delle resurrezioni di massa – il Solanum – e dai diversi gradi di una possibile epidemia, l’autore illustra tutti i modi migliori per affrontare una simile emergenza planetaria. Con il “Manuale per sopravvivere agli zombi” e’ possibile capire se e’ meglio barricarsi in cantina o in solaio, se e’ meglio il martello o l’ascia da pompieri, una pistola o una doppietta da caccia, la bicicletta o un SUV. Per il lettore che preferisce approfondire c’e’ anche una sezione dedicata alle varie epidemie che nella storia dell’umanità hanno rischiato di spazzare la razza umana. Imperdibile.

World War Z ( Romanzo, 2006 ): Dallo stesso autore del “Manuale per sopravvivere agli zombi”, Max Brooks, “World War Z” e’ una raccolta di memorie e interviste fatte ai sopravvissuti della più grande epidemia di zombi della storia ( dopo quelle già raccontate nel manuale, ovviamente ). Si tratta di un romanzo ricco, interessante, pieno di idee originali e capace di dare una vera e propria svolta al genere degli zombi al punto da influenzare lo stesso Romero nel suo film “Diary of the dead”. Le vincende dei sopravvissuti raccontano l’escalation dell’epidemia su tutto il pianeta con una forza e una precisione incredibile arrivando a momenti veramente epici come la battaglia degli Yonkers o la riconquista di Parigi partendo dalla cronaca di tutti i giorni ( i territori occupati della palestina, il web etc ) per creare un mondo verosimile, vivo e talmente credibile da essere agghiacciante.

Monster island ( Romanzo, 2004 ): Primo di una trilogia, questo romanzo scritto da David Wellington e pubblicato prima online sul suo blog e poi edito sulla carta stampata, parla di un’epidemia di zombi che in poco tempo annienta quasi tutti i paesi industrializzati relegando i pochi sopravvissuti nei posti meno ospitali della terra. Un agente delle Nazioni Unite viene spedito a New York per recuperare dei farmaci antiretrovirali per curare una Signora della Guerra somala malata di AIDS. Scritto molto bene, interessante e abbastanza originale, anche questo romanzo riesce a trovare una via nuova per raccontare l’ennesima catastrofe planetaria zombesca.

Monster nation ( Romanzo, 2005 ): Secondo della trilogia di Wellington, pubblicato prima online sul blog e poi edito, di fatto e’ un prequel agli eventi narrati in “Monster island”. E’ molto meno interessante del primo romanzo, molto meno originale e anche poco scorrevole. Non ci sono colpi di scena e l’unica cosa degna di nota e’ la spiegazione direi a metà strada tra scientifica e metafisica che viene data dell’epidemia di zombi. Niente di che.

  • Altro

Resident evil ( Videogioco, 1996 ): L’intera serie di Resident evil e’ incentrata sul “T Virus”, un agente virale capace di causare orribili mutazioni, far rivivere i cadaveri e causare ogni genere di disgrazia. La serie e’ particolarmente prolifica con giochi che sono usciti su quasi tutte le piattaforme degli ultimi 15 anni da PSX a PS3, da PC a XBOX360. L’unico punto in comune e’ che il genere dei giochi e’ sempre survival horror il che vuol dire: poche munizioni, tanti nemici, lotta permanente per salvarsi. Proprio come in un’epidemia di zombi.

Left for dead ( Videogioco, 2008 ): Con il suo seguito “Left for dead 2″ del 2009 e’ un gioco ambientato in un mondo in cui un’epidemia ha causato la morte ( e la resurrezione ) di buona parte della popolazione mondiale sotto forma di veloci, deformi e spietati zombi. Come nel miglior film o racconto horror, l’unico vero scopo e’ sopravvivere, cercare munizioni, armi, medikit per guarire ferite e auspicabilmente un mezzo per tagliare la corda.

Dead rising ( Videogioco, 2006 ): Dead rising sta al mondo dei videogiochi come “Shaun of the dead” sta al cinema horror. In Dead rising il protagonista principale può eliminare i non morti con ogni genere di arma propria o impropria, può dilettarsi in azioni al limite del trash fino ad sembrare un emulo di Ash ( il protagonista de “La casa” ) con motoseghe, ombrelloni, spade da samurai, tagliaerbe e via dicendo ma potendo persino immortalare le proprie gesta con una fotografia. L’ambientazione e’ la più classica possibile: un supermercato. E presto ci sarà anche il seguito ancora più trash.

Distretto 9

21 febbraio 2010 Nessun commento

Era da un po che non vedevo film di fantascienza e Distretto 9 un po ha appagato la mia sete. Si tratta di un film discreto, che colpisce subito e lo fa con forza ma che nel corso del 100 e poco più minuti di durata un po si perde tra effetti speciali buoni ( ed economici a giudicare dal budget complessivo ), scene d’azione ben realizzate e una trama che finisce per essere leggera e superficiale contrariamente a quanto sembrava promettere. Per gli appassionati di fantascienza le citazioni si sprecano: Visitors, Blade Runner, Starship Troopers, Cloverfiled per la fantascienza ma anche film horror come La Mosca e Rec per citarne solo alcuni.

Il film riesce molto nelle parti iniziali usando la tecnica del mockumentary, mixando interviste ad amici e parenti del protagonista principale con immagini “girate sul campo” da una telecamera con la tecnica Shaky camerawork, già usata con successo in altri film di fantascienza. L’atmosfera e’ resa molto bene con un montaggio veloce, scene brutali dal grande impatto visivo ed emotivo e molti riferimenti che aiutano lo spettatore a collocare la vicenda in un mondo non troppo lontano dal nostro e quindi a coinvolgerlo emotivamente più di quanto non accada di solito con i film di fantascienza.

Funziona tutto molto bene fino a metà film, quando il ritmo cambia nuovamente e lo stile documentaristico viene definitivamente abbandonata a favore di quello narrativo che segue il protagonista principale ormai solo ed emarginato come le creature aliene che ha vessato fino a quel momento. A questo punto, che poi e’ anche la parte migliore del film, quella in cui lo studio della psicologia degli attori della vicenda raggiunge la vetta più alta e in cui lo spettatore e’ chiamato a schierarsi ( alieni brutti, selvaggi, incomprensibili nelle motivazioni, miseri, sporchi etc da una parte ed esseri umani antipatici, egoisti, violenti, assassini dall’altra ), il tono cambia nuovamente e diventa un film d’azione brutale con scene violente e ricolme di situazioni splatter che ricordano a volte Minority Report, a volte Black Hawk Down con sbruzzatine di Blade Runner e Starship Troopers. Un finale veramente ricco di cirazioni, di esplosioni, di azione ma alla fine, come dicevo prima, un finale che svuota il film della sua anima polemica e crepuscolare.

E’ un vero peccato perche’ i presupposti c’erano tutti. Il ribaltamento della “normalità” fantascientifica nella quale gli alieni tecnologicamente avanzati che arrivano sulla Terra finiscono per commettere atrocità sulla razza umana non e’ certo originale ma la sua contestualizzazione in un mondo attuale facilmente riconoscibile con trafficanti d’armi, superstizioni ( come quella che sta portando all’estinzione molti animali a favore di riti magici e pozioni d’amore ), multinazionali e organizzazioni novranazionali dal nome facilmente riconoscibile ( MNU ), la pulizia etnica, i ghetti e le baraccopoli, la delinquenza e la disperazione di un mondo di miseria e povertà, e’ un’idea buona e funziona finche’ e’ al centro della vicenda. Il film poi scivola nella Space Opera a base d’azione e senza gli interrogativi che la fantascienza intelligente e più arguta pone allo spettatore.

Cloverfield

27 gennaio 2008 Nessun commento

Venerdì 1 febbraio ci sarà la prima di Cloverfield. Su questo film s’e’ detto molto ( da parte dei fan e di chi, come me, lo ha atteso tantissimo ) e poco ( da parte degli organi stampa ufficiali ). Su internet c’e’ stata anche una appassionata e interminabile discussione su quale fosse l’origine del disastro che, negli 84 minuti di questo film, devasta New York e sconvolge la vita dei numerosi protagonisti le cui vicende sono seguite attraverso gli obbiettivi delle telecamere e dei cellulari che, come viene riportato all’inizio della proiezione, sono stati ritrovati vicino a ground zero.

Usando questo ormai decisamente abusato meccanismo alla Blair Witch Project, il regista J.J.Abrams intende catapultarci in mezzo ad una vicenda incredibile e catastrofica. Il trailer e le scarse informazioni rivelate al pubblico, che maliziosamente ommettono ogni indizio sul motivo dell’enorme sciagura che sconvolge New York, lasciano letteralmente senza parole e pescano molto dalla memoria collettiva post 11 settembre ricreando situazioni e scene marchiate a fuoco nei ricordi di tutti ( una su tutte, alcune persone che scappano dentro un negozio per trovare rifugio e vedono una nube di polvere coprire completamente la visuale e ostruire le vetrate esattamente come accadde in molte registrazioni amatoriali fatte da testimoni del crollo delle torri gemelle ).

Che il protagonista del film sia un mostro e’ ormai ovvio. Alcuni avevano persino sperato in Cthulhu, altri “temono” un’invasione di mostri giapponesi come Godzilla o Gamera. Per sciogliere completamente il dubbio ormai non resta altro che attendere pochi giorni.

 

Cloverfield

Film autunno 2007

4 settembre 2007 Nessun commento

Il panorama dei cinema di fantascienza langue da anni. Non e’ una novita’. L’ultimo film di fantascienza che mi ha fatto dire “wow” e’ stato “Contact” di Robert Zemeckis del 1997.

Detto questo, e’ evidente che non mi attendo molto dal film “Invasion“, in uscita in italia il 19 ottobre.

Qualche cosina in più però me la aspetto da “La bussola d’oro” ( sempre con Nikole Kidman.. pare che dovremo abituarci a vedere spesso il suo volto nell’autunno cinematografico di quest’anno ).

Tratto dal primo, e il migliore secondo la mia modesta opinione, romanzo della trilogia “Queste materie oscure” di Philip Pullman, sin dal trailer si intuisce che i produttori hanno in mente di sfruttare il successo del genere fantasy sulla scia della trilogia del Signore degli Anelli di Jackson. Se dal punto di vista cinematografico potrebbero anche farcela ( non sono stato per nulla un estimatore dell’opera di Jackson ) e’ però vero che il romanzo da cui il film e’ tratto non e’ nemmeno lontanamente accostabile al capolavoro di Tolkien.

Al contrario, come gia’ dicevo prima, della trilogia di Pullman si salva solo il primo episodio visto che il secondo e’ inconclusivo e lentissimo, mentre nel terzo si chiude tutto troppo velocemente e in modo confuso ma, sopratutto, ogni spiegazione mi ha lasciato tanto perplesso da chiedermi come potessero tre romanzi basarsi su così poca sostanza.

Per fortuna a metà settembre e’ prevista l’uscita in italia del film dei Simpson. Dei tre titoli che intendo vedere in questo autunno e’ quello da cui mi aspetto di più.

Deadwood – Serie tv in DVD

22 agosto 2007 Nessun commento

Un paio di settimane fa ho visto a mediaworld i primi due cofanetti in vendita tra le altre serie televisive e, non conoscendola ma amando il genere western, mi sono informato prima dell’acquisto. Inutile dire che i controlli che ho fatto mi hanno convinto che si poteva rischiare l’acquisto e non me ne sono affatto pentito. Mi son bastate due puntate per correre a prendere anche la seconda stagione e ora non vedo l’ora che esca in italia la terza ed ultima e che magari inizino a girare i due film che il creatore della serie ritiene necessari per chiudere l’opera.
La prima cosa che mi ha colpito sono i costumi curatissimi, la fotografia, i particolari studiati con attenzione e fedeltà. I dialoghi sono belli, interessanti e mai banali. Gli attori, anche se non molto noti ( in particolare Ian McShane nella parte di Al Swearengen ), fanno un gran lavoro. Quasi tutti i personaggi maggiori sono tratti da figure storiche contemporanee alla corsa dell’oro nella città di Deadwood anche se le vicende che li legano nel film spesso sono inventate o comunque alterate.
Ma la cosa migliore della serie – anche se pure tutto il resto funziona bene – e’ la storia che e’ ricca, complessa, ben congegnata, piena di tensione e non perde quasi mai un colpo.

Il film pero’ non e’ per tutti. E forse per questo motivo e’ così poco noto ed e’ passato un po in sordina in italia, senza contare il fatto che su imdb sia stato votato così positivamente da così poche persone.
Il genere western non deve avere aiutato il pubblico ad apprezzare e ad interessarsi a questo titolo. Inoltre l’intera serie e’ molto cruda, piena di violenza, sesso, sangue e sporcizia, con linguaggio estremamente volgare e traboccante di parole oscene. Al punto che, leggevo sempre su wikipedia, molti non hanno gradito e hanno attaccato il creatore criticandlo e costringendolo a scrivere una piccola tesi di 4 pagine, corredata da 5 pagine di note bibliografiche, per sostenere il suo lavoro.
Personalmente non ho trovato il linguaggio un limite del film ma uno strumento per conseguire l’obiettivo di farmi respirare l’aria di una nascente cittadina di pionieri cercatori d’oro. E l’obiettivo e’ stato raggiunto completamente.