Quando si sta molto tempo a casa e sopratutto quando la connessione ad internet fa acqua da tutte le parti rendendo impossibile giocare in modo decente ai numerosi videogiochi che normalmente occupano il mio tempo libero, si finisce per cercare qualche passatempo. Magari per farsi un regalino.
E il periodo di natale e’ propizio – si vede che il problema non e’ solo mio e molti distributori lo sanno bene – per fare shopping online. Basta una carta di credito, una piattaforma di digital delivery ( steam, gamersgate, direct2drive, impulse.. ce n’e’ per tutti i gusti ) e via ad esplorare nuovi orizzonti videoludici. Ma e’ bene fare attenzione perche’ nonostante gli sconti – o forse proprio a causa di essi – e’ facile fare acquisti sbagliati, impulsivi ( proprio come il nome di una delle piattaforme, un caso? ), insoddisfacenti.
No, non ci sono cascato. Ma quasi.
Avrei preso AI Fleet Wars e non sarebbe stato nemmeno un acquisto troppo sbagliato visto il costo e la complessità del gioco. Ma sarebbero stati comunque soldi spesi male perche’ la demo mi ha fatto capire che non fa proprio per me. Ai Fleet wars e’ un rts spaziale in cui per forza bisogna giocare solo coop contro un’AI che e’ sveglia nello spostare le navi ma che non segue nessuna regola di produzione/avanzamento tecnologico se non dei timer – con i contatori in chiaro nella barra degli strumenti – che informano persino dell’imminente partenza di una spedizione punitiva.
Poi in rapida successione ho vagliato la possibilita’ di acquistare King’s Bounty – Armored princess ma anche scontato questo titolo costa veramente troppo per quel che può dare. Forse e’ più la nostalgia per la saga di Heroes of Might and Magic ( che NON e’ il padre di Kings Bounty come si potrebbe erroneamente pensare ma piuttosto e’ vero il contrario ) piuttosto che le qulità del gioco ad invitare i vecchi giocatori come me a fare simili acquisti. Grafica pulita, allegra, colorata, motore 3d ruotabile, zoomabile, musiche, mappe diverse, e ancora tante unità, incantesimi e ogni genere di cosa che piace a chi adora questo genere di giochi. Ma alla fine ci si accorge che la longevità e’ quella che e’, che il gameplay – ai livelli avanzati – e’ fortemente punitivo con il giocatore che fa una mossa sbagliata e perde troppe unità, che manca completamente il multiplayer ( che nei vecchi titoli invece esisteva ) e che insomma siamo ancora dove ci trovavamo 15 anni fa.
Allora e’ stata la volta di Men of War, che ho ripreso in mano con tanto di installazione di due ambiziosi mod ( Commanders of War, che già avevo provato nella sua precedente reincarnazione per Faces of War e le cui virtù avevo già potuto apprezzare, e GSM Burning Steel 2 che non conoscevo ma che mi ha piacevolmente stupito ). E qui forse la mia irrequietezza ludica avrebbe dovuto trovare una pausa. Ma non e’ stato così. Men of War è sempre stato un bel gioco ma e’ anche vero quello che spesso ho pensato tra me e me e cioe’: “Se l’ho abbandonato, un motivo c’e'”. Ed eccolo spiegato in poche parole: gli sviluppatori hanno fatto gara con i distributori per arrivare in una situazione ridicola in cui i 600 giocatori che negli orari di punta si trovano in gioco o in attesa di iniziare una partita, si trovano tutti con versioni differenti del client. C’e’ la versione russa che e’ generalmente fornita della patch più recente mentre quella europea talvolta per mesi interi si trova o priva di patch o con una patch incompleta che abilita il multiplayer disabilitando il singleplayer. Poi ci sono quelli che non aggiornano il proprio gioco, quelli che per qualche strano motivo vanno sempre fuori sincrono, quelli che hanno la versione in digital delivery e quelli che l’hanno scatolata. E poi ci stanno pure quelli di Steam. E sono tutti con versioni generalmente diverse. Per patchare – manualmente! – il proprio client bisogna girare il forum per lungo e per largo, reperire la patch giusta che dipende dalla lingua, dal canale distributivo usato per comprare il gioco e dalla versione installata, e sperare di aver fatto bene i propri conti. La moddabilità del gioco e’ fantastica e infatti molte crew hanno saputo tirare fuori dal cilindro vere e proprie chicche. Ma non ci gioca nessuno. Gia’ e’ difficile trovare qualcuno con la tua versione del gioco base, figuriamoci poi con il mod. Complimenti vivissimi a questi spreconi. Un gioco bellissimo, con enormi potenziali, buttato via.
Andiamo avanti. Per il periodo festivo mi hanno regalato quasi 20 giorni di Everquest 2 e una settimana di LOTRO ( il mese di Pirates of the Burning Sea non li considero nemmeno. E’ stato un errore tremendo comprare quel gioco tanto più che lo avevo semi abbandonato in beta). Ho impiegato quasi 24 ore per installare EQ2 – e qui la colpa e’ tutta della connessione wireless che mi ritrovo – per poi scoprire che il mondo, per quanto magari popolato da molti “riesumati” come i miei personaggi, e’ incredibilmente vuoto anche perche’ espansione dopo espansione e’ sempre più grande. Non solo: avevo faticato tanto per cappare – ma non c’ero riuscito per un soffio – la mia maga giusto per scoprire che il cap si alzerà di altri dieci livelli. Sul forum non tutti sono “entusiasti” della deriva grindistica di EQ2. Vabbhe’, la disinstallazione e’ più veloce dell’installazione. Per LOTRO non ho nemmeno aggiornato il client – che però non avevo a suo tempo disinstallato – anche perche’ la connessione e’ peggiorata al punto che non credo mi farei del bene a cercare di ravvivare una voglia sfiorita nel grind necessario per ottenere l’arma leggendaria e arrivare a Moria.
Alla fine – per ora – del mio disastrato percorso ludico sono arrivato a reinstallare Company of Heroes. Arrivato a questo punto avevo quasi deciso di fare l’acquisto da Steam ( 7 euro e mezzo per gioco base più la prima espansione ) piuttosto che installare il gioco base scatolato che ho riesumato dallo scaffale delle cianfrusaglie per poi patcharlo a morte. Ma dopo aver resistito a tutte le alterne fortune di queste due settimane di ferie ho fatto un punto d’onore di non cedere al consumismo: “prima lo provo e poi al massimo lo compro”. E così ho fatto.
E ho fatto bene. Forse non finirà subito nel nirvana informatico ma mezz’ora di gioco in skirmish mi ha fatto capire i motivi per cui l’avevo abbandonato dopo averlo consigliato ad un compagno di gioco – il quale certamente ancora mi maledice – e cioe’ l’assoluto sbilanciamento del gioco a favore degli alleati. I veicoli USA sono sempre più resistenti, veloci, potenti delle controparti tedesche. Veicoli come lo Sherman – un pessimo carro armato – in CoH diventano temibili, macchine da guerra come lo Stug in CoH diventano risibili. Il gioco e’ accattivante, bello da vedere, ha dei suoni intriganti, una grafica curata, delle belle animazioni, e’ veloce, facile, persino piatto nel gameplay – il che entro certi limiti e’ un pregio perche’ il giocatore sa cosa deve aspettarsi e sopratutto lo sviluppatore che riproduce un gameplay ben consolidato sa come confezionarlo – ma per giocarlo bisogna proprio chiudere gli occhi di fronte ad ogni stupidaggine storica. E io che ero partito da Men of War proprio perche’ mi piaceva il suo realismo e la sua storicità ( carri sperimentali a parte )…
Commenti recenti