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Finisce un capitolo della mia vita. Ne inizia uno nuovo.
Quando a gennaio comprai la moto non stavo facendo altro che soddisfare un sogno rimasto in bilico per anni, seguire una vecchia passione di famiglia che non aveva mai potuto trovare sfogo. Ma in realtà, senza saperlo, stavo facendo di più.
Mi stavo riappropriando della mia vita, stavo prendendo una decisione per conto mio, senza discutere con nessuno, spendendo risorse, affrontando le conseguenze ( girare in moto sotto l’acqua, fare la spesa con lo zaino.. ).
Non ho mai avuto venerazione per gli oggetti. Solo le persone – e spesso nemmeno loro – meritano l’espressione di un sentimento. La mia moto non era un’estensione di me stesso, non era un oggetto da curare, una protesi per la mia virilità ferita. Era un modo diverso per viaggiare, uno strumento per uscire dalla piccola Bergamo in cui vivo e visitare il mondo. E mi ha portato tanto lontano.. fino al mare dove ho conosciuto il mio amore e dove la mia vita e’ cambiata una seconda volta.
Ora ha assolto al suo compito. Comprandola e usandola sono rinato. Ed e’ giunto il momento di lasciarla perchè la vita cambia e impone cambiamenti e ora la mia moto e’ un ostacolo per il futuro, per i progetti che ho in mente. Non e’ più utile ma e’ di intralcio.
E’ solo un oggetto e va quindi scartato senza pensarci su.
Però un po, sotto sotto, mi dispiace. Mettere online l’annuncio non mi ha creato problemi. Vederlo pubblicato e ricevere la prima telefonata di un possibile interessato mi ha spezzato il cuore.
Devo pensare bene ai motivi che mi hanno spinto a questa decisione, al perchè ho deciso di separarmene, ai ragionamenti, ai costi e ai benefici, a quello che mi mancherà e tutto quello che solo grazie alla sua assenza potrò avere, agli impegni presi, alle priorità che mi sono dato. E quindi no, per quanto alla fine mi sia affezionato, devo proprio dirle queste parole:
Addio piccola.