Guida alla Produzione – Eve Online

7 marzo 2010 Nessun commento

In linea la prima parte della nuova guida per la produzione su Eve Online. Credo si tratti di una delle guide più esaustive – a progetto finito ovviamente – in lingua italiana.

Lo scopo e’ quello di partire da zero e accompagnare un giocatore, non per forza nuovo ad Eve ma senza precedendi nel settore della produzione/commercio, dai primi passi e i primi affari fino al Big Business della ricerca Tech 2 e Tech 3.

Distretto 9

21 febbraio 2010 Nessun commento

Era da un po che non vedevo film di fantascienza e Distretto 9 un po ha colmato la mia sete. Si tratta di un film discreto, che colpisce subito e lo fa con forza ma che nel corso del 100 e poco più minuti di durata un po si perde tra effetti speciali buoni ( ed economici a giudicare dal budget complessivo ), scene d’azione ben realizzate e una trama che finisce per essere leggera e superficiale contrariamente a quanto sembrava promettere. Per gli appassionati di fantascienza le citazioni si sprecano: Visitors, Blade Runner, Starship Troopers, Cloverfiled per la fantascienza ma anche film horror come La Mosca e Rec per citarne solo alcuni.

Il film riesce molto nelle parti iniziali usando la tecnica del mockumentary, mixando interviste ad amici e parenti del protagonista principale con immagini “girate sul campo” da una telecamera con la tecnica Shaky camerawork, già usata con successo in altri film di fantascienza. L’atmosfera e’ resa molto bene con un montaggio veloce, scene brutali dal grande impatto visivo ed emotivo e molti riferimenti che aiutano lo spettatore a collocare la vicenda in un mondo non troppo lontano dal nostro e quindi a coinvolgerlo emotivamente più di quanto non accada di solito con i film di fantascienza.

Funziona tutto molto bene fino a metà film, quando il ritmo cambia nuovamente e lo stile documentaristico viene definitivamente abbandonata a favore di quello narrativo che segue il protagonista principale ormai solo ed emarginato come le creature aliene che ha vessato fino a quel momento. A questo punto, che poi e’ anche la parte migliore del film, quella in cui lo studio della psicologia degli attori della vicenda raggiunge la vetta più alta e in cui lo spettatore e’ chiamato a schierarsi ( alieni brutti, selvaggi, incomprensibili nelle motivazioni, miseri, sporchi etc da una parte ed esseri umani antipatici, egoisti, violenti, assassini dall’altra ), il tono cambia nuovamente e diventa un film d’azione brutale con scene violente e ricolme di situazioni splatter che ricordano a volte Minority Report, a volte Black Hawk Down con sbruzzatine di Blade Runner e Starship Troopers. Un finale veramente ricco di cirazioni, di esplosioni, di azione ma alla fine, come dicevo prima, un finale che svuota il film della sua anima polemica e crepuscolare.

E’ un vero peccato perche’ i presupposti c’erano tutti. Il ribaltamento della “normalità” fantascientifica nella quale gli alieni tecnologicamente avanzati che arrivano sulla Terra finiscono per commettere atrocità sulla razza umana non e’ certo originale ma la sua contestualizzazione in un mondo attuale facilmente riconoscibile con trafficanti d’armi, superstizioni ( come quella che sta portando all’estinzione molti animali a favore di riti magici e pozioni d’amore ), multinazionali e organizzazioni novranazionali dal nome facilmente riconoscibile ( MNU ), la pulizia etnica, i ghetti e le baraccopoli, la delinquenza e la disperazione di un mondo di miseria e povertà, e’ un’idea buona e funziona finche’ e’ al centro della vicenda. Il film poi scivola nella Space Opera a base d’azione e senza gli interrogativi che la fantascienza intelligente e più arguta pone allo spettatore.

Ai Fleet Command

10 gennaio 2010 Nessun commento

Prosegue il mio esilio forzato dalla rete. Ecco quindi una nuova recensione.

Sins of a Solar Empire

3 gennaio 2010 Nessun commento

Recensioni come se piovesse: ecco quella di Sins of a Solar Empire.

Gratuitous Space Battles

2 gennaio 2010 Nessun commento

Ho scritto una piccola recensione di questo gioco. Correte a leggerla nell’apposita sezione.

Irrequietezza ludica e critica non costruttiva

28 dicembre 2009 Nessun commento

Quando si sta molto tempo a casa e sopratutto quando la connessione ad internet fa acqua da tutte le parti rendendo impossibile giocare in modo decente ai numerosi videogiochi che normalmente occupano il mio tempo libero, si finisce per cercare qualche passatempo. Magari per farsi un regalino.

E il periodo di natale e’ propizio – si vede che il problema non e’ solo mio e molti distributori lo sanno bene – per fare shopping online. Basta una carta di credito, una piattaforma di digital delivery ( steam, gamersgate, direct2drive, impulse.. ce n’e’ per tutti i gusti ) e via ad esplorare nuovi orizzonti videoludici. Ma e’ bene fare attenzione perche’ nonostante gli sconti – o forse proprio a causa di essi – e’ facile fare acquisti sbagliati, impulsivi ( proprio come il nome di una delle piattaforme, un caso? ), insoddisfacenti.

No, non ci sono cascato. Ma quasi.

Avrei preso AI Fleet Wars e non sarebbe stato nemmeno un acquisto troppo sbagliato visto il costo e la complessità del gioco. Ma sarebbero stati comunque soldi spesi male perche’ la demo mi ha fatto capire che non fa proprio per me. Ai Fleet wars e’ un rts spaziale in cui per forza bisogna giocare solo coop contro un’AI che e’ sveglia nello spostare le navi ma che non segue nessuna regola di produzione/avanzamento tecnologico se non dei timer – con i contatori in chiaro nella barra degli strumenti – che informano persino dell’imminente partenza di una spedizione punitiva.

Poi in rapida successione ho vagliato la possibilita’ di acquistare King’s Bounty – Armored princess ma anche scontato questo titolo costa veramente troppo per quel che può dare. Forse e’ più la nostalgia per la saga di Heroes of Might and Magic ( che NON e’ il padre di Kings Bounty come si potrebbe erroneamente pensare ma piuttosto e’ vero il contrario ) piuttosto che le qulità del gioco ad invitare i vecchi giocatori come me a fare simili acquisti. Grafica pulita, allegra, colorata, motore 3d ruotabile, zoomabile, musiche, mappe diverse, e ancora tante unità, incantesimi e ogni genere di cosa che piace a chi adora questo genere di giochi. Ma alla fine ci si accorge che la longevità e’ quella che e’, che il gameplay – ai livelli avanzati – e’ fortemente punitivo con il giocatore che fa una mossa sbagliata e perde troppe unità, che manca completamente il multiplayer ( che nei vecchi titoli invece esisteva ) e che insomma siamo ancora dove ci trovavamo 15 anni fa.

Allora e’ stata la volta di Men of War, che ho ripreso in mano con tanto di installazione di due ambiziosi mod ( Commanders of War, che già avevo provato nella sua precedente reincarnazione per Faces of War e le cui virtù avevo già potuto apprezzare, e GSM Burning Steel 2 che non conoscevo ma che mi ha piacevolmente stupito ). E qui forse la mia irrequietezza ludica avrebbe dovuto trovare una pausa. Ma non e’ stato così. Men of War è sempre stato un bel gioco ma e’ anche vero quello che spesso ho pensato tra me e me e cioe’: “Se l’ho abbandonato, un motivo c’e'”. Ed eccolo spiegato in poche parole: gli sviluppatori hanno fatto gara con i distributori per arrivare in una situazione ridicola in cui i 600 giocatori che negli orari di punta si trovano in gioco o in attesa di iniziare una partita, si trovano tutti con versioni differenti del client. C’e’ la versione russa che e’ generalmente fornita della patch più recente mentre quella europea talvolta per mesi interi si trova o priva di patch o con una patch incompleta che abilita il multiplayer disabilitando il singleplayer. Poi ci sono quelli che non aggiornano il proprio gioco, quelli che per qualche strano motivo vanno sempre fuori sincrono, quelli che hanno la versione in digital delivery e quelli che l’hanno scatolata. E poi ci stanno pure quelli di Steam. E sono tutti con versioni generalmente diverse. Per patchare – manualmente! – il proprio client bisogna girare il forum per lungo e per largo, reperire la patch giusta che dipende dalla lingua, dal canale distributivo usato per comprare il gioco e dalla versione installata, e sperare di aver fatto bene i propri conti. La moddabilità del gioco e’ fantastica e infatti molte crew hanno saputo tirare fuori dal cilindro vere e proprie chicche. Ma non ci gioca nessuno. Gia’ e’ difficile trovare qualcuno con la tua versione del gioco base, figuriamoci poi con il mod. Complimenti vivissimi a questi spreconi. Un gioco bellissimo, con enormi potenziali, buttato via.

Andiamo avanti. Per il periodo festivo mi hanno regalato quasi 20 giorni di Everquest 2 e una settimana di LOTRO ( il mese di Pirates of the Burning Sea non li considero nemmeno. E’ stato un errore tremendo comprare quel gioco tanto più che lo avevo semi abbandonato in beta). Ho impiegato quasi 24 ore per installare EQ2 – e qui la colpa e’ tutta della connessione wireless che mi ritrovo – per poi scoprire che il mondo, per quanto magari popolato da molti “riesumati” come i miei personaggi, e’ incredibilmente vuoto anche perche’ espansione dopo espansione e’ sempre più grande. Non solo: avevo faticato tanto per cappare – ma non c’ero riuscito per un soffio – la mia maga giusto per scoprire che il cap si alzerà di altri dieci livelli. Sul forum non tutti sono “entusiasti” della deriva grindistica di EQ2. Vabbhe’, la disinstallazione e’ più veloce dell’installazione. Per LOTRO non ho nemmeno aggiornato il client – che però non avevo a suo tempo disinstallato – anche perche’ la connessione e’ peggiorata al punto che non credo mi farei del bene a cercare di ravvivare una voglia sfiorita nel grind necessario per ottenere l’arma leggendaria e arrivare a Moria.

Alla fine – per ora – del mio disastrato percorso ludico sono arrivato a reinstallare Company of Heroes. Arrivato a questo punto avevo quasi deciso di fare l’acquisto da Steam ( 7 euro e mezzo per gioco base più la prima espansione ) piuttosto che installare il gioco base scatolato che ho riesumato dallo scaffale delle cianfrusaglie per poi patcharlo a morte. Ma dopo aver resistito a tutte le alterne fortune di queste due settimane di ferie ho fatto un punto d’onore di non cedere al consumismo: “prima lo provo e poi al massimo lo compro”. E così ho fatto.

E ho fatto bene. Forse non finirà subito nel nirvana informatico ma mezz’ora di gioco in skirmish mi ha fatto capire i motivi per cui l’avevo abbandonato dopo averlo consigliato ad un compagno di gioco – il quale certamente ancora mi maledice – e cioe’ l’assoluto sbilanciamento del gioco a favore degli alleati. I veicoli USA sono sempre più resistenti, veloci, potenti delle controparti tedesche. Veicoli come lo Sherman – un pessimo carro armato – in CoH diventano temibili, macchine da guerra come lo Stug in CoH diventano risibili. Il gioco e’ accattivante, bello da vedere, ha dei suoni intriganti, una grafica curata, delle belle animazioni, e’ veloce, facile, persino piatto nel gameplay – il che entro certi limiti e’ un pregio perche’ il giocatore sa cosa deve aspettarsi e sopratutto lo sviluppatore che riproduce un gameplay ben consolidato sa come confezionarlo – ma per giocarlo bisogna proprio chiudere gli occhi di fronte ad ogni stupidaggine storica. E io che ero partito da Men of War proprio perche’ mi piaceva il suo realismo e la sua storicità ( carri sperimentali a parte )…

Pianeta Terra

11 dicembre 2009 Nessun commento

Sul giornale di oggi leggo: “La prima bozza ufficiale dell’accordo sul clima raggiunto nel summit a Copenaghen fissa a 1,5-2 gradi Celsius l’innalzamento massimo consentito sul pianeta. La bozza costituisce un punto di partenza per i prossimi megoziati a cui parte”.
E se non rispetta l’accordo? Gli facciamo una multa?

Ponte di Einstein-Rosen

29 novembre 2009 Nessun commento

Nome impressionante, eh? Ovviamente e’ per fare scena. In genere sono comunemente chiamati wormhole ( o, tradotti in italiano, buchi di tarlo.. che e’ decisamente una delle peggiori traduzioni mai viste ) e da qualche mese e’ possibile visitarli nell’universo virtuale di EVE. E io l’ho fatto.

Con una missione progettata nei minimi particolari – non che sia difficilissima, ma l’ho compiuta da solo mentre teoricamente questa parte del gameplay e’ stata progettata e pensata almeno per piccole corp – e che mi ha richiesto qualche settimana di training specifico, qualche decina di milioni di apparecchiature specifiche, ho scovato alcuni wormholes nei sistemi della regione Citadel. Dopo aver scartato i primi due perchè erano stati già visitati da altri prima di me e iniziavano ad essere decisamente instabili, ne ho trovato uno idoneo ad Isaziwa.

Ammetto che prima di entrare ho avuto qualche ripensamento. Sopratutto dopo il messaggio di avviso ( “sei veramente sicuro? Nessuno potrò aiutarti dall’altra parte.” ) che mi informava che stavo per fare un passo potenzialmente più lungo della mia gamba. Ma alla fine mi ci sono gettato. Sono entrato con la mia nave esploratrice e con una nave da combattimento ben equipaggiata.

A questo punto mi sono trovato in un sistema inesplorato con 4 pianeti e numerose tracce nei radar. Ho sguinzagliato le mie sonde in giro per il sistema e ho trovato ben 5 oggetti, tre dei quali erano postazioni degli Sleepless. Con un po di missilate ho ripulito le anomalie e ho portato a casa un po di bottino ( una trentina di milioni di isk, niente di particolare ).

Ho avuto anche la “fortuna” di incontrare un Sleepless Outguard ( fa veramente tanto male.. ma non abbastanza da impensierirmi ).

Alla fine sono tornato a casa vivo e vegeto. Peccato che per sfruttare tutto il ben di Dio che c’era avrei dovuto portarmi dietro un esercito tra harvester, trasporti, scout e navi da guerra.

sleepless

Fasi finali del combattimento contro lo Sleepless. Dopo 3 ondate e’ arrivato lo Sleepless Outguard ma i suoi scudi stanno per cedere mentre i miei sono in grado di reggere il DPS anche grazie ai booster che ancora posso usare per inondare di energia i miei sistemi. La Golem può fare in solo tranquillamente le anomalie di classe 1 e 2. Ora e’ provato.

Blood Blog

25 novembre 2009 Nessun commento

Per ogni porta che si chiude, si dice che se ne apra un’altra. E così e’ per il blog di Blood Bowl ( Blood Blog, per gli amici ) che arriva al posto di un portale poco fortunato dedicato a gente che non aveva la minima intenzione di rimboccarsi le maniche. Bene, polemica a parte, ecco il mio nuovo giocattolo, frutto di una mente mai stanca di inventare cose il più delle volte decisamente inutili. Vi aspettiamo numerosi.

Un buon giorno

4 novembre 2009 Nessun commento

Non ho l’abitudine di parlare di politica su questo blog. Non e’ mai stata mia intenzione raccontare su queste pagine quello che penso ( a meno che non si parli di giochi, film o romanzi ).

Ma oggi lo devo dire: e’ stato un bel giorno quello di ieri. Avrebbe potuto andare meglio se non ci fosse voluta l’Unione Europea ad insegnarci qualche cosa riguardo ai diritti ma in fin dei conti non mi lamento. E’ stato difeso il diritto di chiunque ad entrare in una scuola pubblica senza vedere un simbolo di una religione.

C’e’ sempre chi parlerà di tradizioni ( allora chi viene ad abitare a bergamo deve per forza adeguarsi ed imparare a mangiare i casoncelli e la polenta e osei? ), chi dirà che la nostra cultura e’ cattolica ( e io che pensavo che l’europa fosse figlia dell’illuminismo.. ), chi  “questi arrivano e ci tolgono i cricefissi!” ( e se anche così fosse ci hanno fatto un piacere perche’ avremmo dovuto farlo noi 50 anni fa ), chi “dove andremo a finire? Dovremo pregare tutti rivolti alla Mecca?” ( quando in realtà non e’ stata favorita un’altra religione ma e’ stata messa quella cattolica sullo stesso piano delle altre, come e’ giusto che sia in uno stato laico ).

Molti avranno da ridire. Lasciamoli parlare, e’ loro diritto.

Intanto però io mi godo questo bel momento.