Gioia e dolore

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Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
E come può essere altrimenti?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: “La gioia è più grande del dolore”, e altri dicono: “No, è più grande il dolore”.
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l’una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.

In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.

- Khalil Gibran

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Silenzio

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Lezioni

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E’ proprio vero che certe cose le impari solo nel modo “peggiore”. Perche’ se non ci sbatti la faccia difficilmente poi te le ricordi.

Il fuoco brucia e fa male. I genitori te lo dicono sempre. Ma finche’ non ci metti la mano non impari davvero ad evitare di avvicinarti troppo alla fiamma.

Certe lezioni forniscono un insegnamento importante e tutto sommato non richiedono un costo troppo elevato. Insomma vale la pena di pagare lo scotto della saggezza. Ma non sempre.

Adesso io mi chiedo.. quanto vale avere imparato che quando compro un’auto usata devo guardare le bollicine uscire dal basso del serbatoio dell’acqua di raffreddamento per capire se la guarnizione della testa e’ bruciata e perde? Perche’ so benissimo quanto mi costerà questa lezione ( dai 600 agli 800 euro ) ma non ho ben presente quanto mi sarà utile per il futuro.

La saggezza andrebbe perseguita indipendentemente da tutto.

Questa lezione però me la sarei evitata.

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Gettare la scala dopo esservi salito

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Finisce un capitolo della mia vita. Ne inizia uno nuovo.

Quando a gennaio comprai la moto non stavo facendo altro che soddisfare un sogno rimasto in bilico per anni, seguire una vecchia passione di famiglia che non aveva mai potuto trovare sfogo. Ma in realtà, senza saperlo, stavo facendo di più.

Mi stavo riappropriando della mia vita, stavo prendendo una decisione per conto mio, senza discutere con nessuno, spendendo risorse, affrontando le conseguenze ( girare in moto sotto l’acqua, fare la spesa con lo zaino.. ).

Non ho mai avuto venerazione per gli oggetti. Solo le persone – e spesso nemmeno loro – meritano l’espressione di un sentimento. La mia moto non era un’estensione di me stesso, non era un oggetto da curare, una protesi per la mia virilità ferita. Era un modo diverso per viaggiare, uno strumento per uscire dalla piccola Bergamo in cui vivo e visitare il mondo. E mi ha portato tanto lontano.. fino al mare dove ho conosciuto il mio amore e dove la mia vita e’ cambiata una seconda volta.

Ora ha assolto al suo compito. Comprandola e usandola sono rinato. Ed e’ giunto il momento di lasciarla perchè la vita cambia e impone cambiamenti e ora la mia moto e’ un ostacolo per il futuro, per i progetti che ho in mente. Non e’ più utile ma e’ di intralcio.

E’ solo un oggetto e va quindi scartato senza pensarci su.

Però un po, sotto sotto, mi dispiace. Mettere online l’annuncio non mi ha creato problemi. Vederlo pubblicato e ricevere la prima telefonata di un possibile interessato mi ha spezzato il cuore.

Devo pensare bene ai motivi che mi hanno spinto a questa decisione, al perchè ho deciso di separarmene, ai ragionamenti, ai costi e ai benefici, a quello che mi mancherà e tutto quello che solo grazie alla sua assenza potrò avere, agli impegni presi, alle priorità che mi sono dato. E quindi no, per quanto alla fine mi sia affezionato, devo proprio dirle queste parole:

Addio piccola.

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Stanchezza

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La sveglia suona alle 6 ma spesso non ho la forza di alzarmi per almeno mezz’ora. Se ci riesco vado subito al pc e mi porto avanti facendo qualche cosa o almeno cercando di finire quello che ho lasciato a meta la sera prima. Se non ci riesco mi sveglio un po piu tardi e vado comunque al pc per cercare di rendere il tempo utile. Poi arriva l’ora di correre verso il lavoro. 7 ore e 12 che a volte diventano 8 o 9. Straordinari che non so se verranno mai pagati.

Poi si torna a casa. Se ho voglia passo per fare due spese, riempire lo zaino ( non che ci voglia molto in fin dei conti ) con qualche cosa da sgranocchiare velocemente per tappare la fame nata da un pranzo saltato e una colazione a base – quando va bene – di uno yogurt. Ed e’ ora di correre, questa volta sul serio, a casa per dare almeno una parvenza di ordine alla cucina, vedere se si riesce a cenare senza cucinare e ributtarsi al pc per finire quello che e’ rimasto, che e’ sempre tanto, troppo, rispetto al tempo che si e’ speso per completare il lavoro.

Annaspo tra msn che ribolle, facebook con gente che pretende di essere ascoltata in tempo reale, email che non arrivano e una linea che costa come una T3 ma che rende come la peggiore delle adsl leggere italiane. Si fa notte presto. Fuori dalla finestra il buio cala, le stelle sorgono e la strada si fa silenziosa. Io intanto programmo, smanetto, leggo guide e a volte bestemmio mentre consumo litri di acqua e, se sono particolarmente in vena e se ho trovato spazio nello zaino, qualche bicchiere di cocacola.

Arriva mezzanotte. Passa anche quella. Quando sono troppo stanco per continuare cerco a tentoni i pulsanti di spegnimento di pc e monitor e arranco verso il letto dove sprofondo cercando di coprirmi alla meglio.

Poche ore e la sveglia suona di nuovo.

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Paprika

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Ti ho vista per pochi minuti ma sei già nella mia vita e nel mio cuore.

Tra qualche settimana sarai con me e potrò coccolarti ogni giorno. Magari questo non sara’ alla fine il tuo nome visto che stiamo ancora decidendo ma per me sei gia la mia piccola Paprika e so che mi porterai tanti sorrisi e scaccerai il dolore per la perdita di Topo, Tigra e di tutti gli altri amati gatti che mi sono stati portati via in modo così crudele.

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E io ci sto

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A volte mi capita di sentirmi veramente fuori tempo, di accorgermi di qualche cosa molto tempo dopo tutti gli altri, di scoprire qualche cosa quando ormai è nota a tutti.

Un po come oggi.

Continuo ad ascoltarla e sono colmo di ammirazione per questo artista, per la sua opera e per la forza delle sue parole. E sono veramente fuori tempo.

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Due vite

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Quando ero più giovane pensavo proprio che non sarebbe toccato a me. Avevo una famiglia. Men che nucleare, direi addirittura disintegrata ma comunque c’erano delle persone vicino a me. Non ero solo. E contavo di non esserlo.

A volte vedevo il classico cinquantenne scapolo o comunque single, per scelta o per circostanza, e pensavo: no, io non faro’ quella fine lì. Io non arriverò a quell’età senza legami al mondo. Io avrò amici, una famiglia, avrò dei figli e se la fortuna mi sorriderà, avrò dei nipoti.

Ho sempre pensato che l’uomo ( o la donna ) che rimane sola dopo una certa età, lo fa per scelta, lo fa per incapacità o per scarso interesse. Come nei film: il giovane in carriera dimentica gli affetti e si ritrova in pochi minuti di pellicola solo e triste, in una casa grande e vuota. Io tra la carriera e la famiglia ho scelto la famiglia. Sempre.

Poi si sa, che cose vanno come vogliono. Le persone care a volte ti lasciano, a volte ti tradiscono, a volte si spengono per mali incurabili. Gli amici quando crescono hanno le loro famiglie, i loro lavori, la loro vita e le proprie scelte da fare e portare avanti. Ci si può tenere compagnia, si può rimanere in contatto, ma per ogni persona che trattieni nella tua vita cento ti sfuggono di mano. Per alcuni ti dispiaci. Per altri meno. O affatto.

Da giovane pensavo che essere vecchi non volesse dire avere problemi alla schiena, al cuore, le articolazioni che scricchiolano e la pressione alta. Pensavo che essere vecchi volesse dire essere messi da parte, trovarsi soli, essere come mio nonno che se ne stava tutta la domenica sulla poltrona a guardare la domenica sportiva finche’ non andavamo a trovarlo. Ogni tanto. Pensavo alle domeniche in cui i nipoti non erano a casa sua e lo immaginavo ancora li, sulla poltrona col telecomando in mano, a volte più assopito che interessato dalle moviole e dalle rassegne dei goal. Essere vecchi, pensavo, era sperimentare l’altra faccia della medaglia della sopravvivenza: la solitudine di chi ha visto andarsene uno ad uno i propri compagni di vita.

Da ingenuo pensavo che per essere vecchi fosse necessario avere 70 anni, una casa con mobili antiquati, una vecchia poltrona segnata e una tv accesa col volume al minimo. Quanto mi sbagliavo.

La vita cambia in pochi istanti. E poi ti scopri a cercare di capire che costa ti resta, da che parte ricominciare e come, e se, puoi avere qualche cosa di più di quello che avevi prima.

Io ho trovato qualche cosa che voglio. E non mi sono mai reso conto di quanto disperatamente ne ho bisogno, fino al momento in cui ho realmente pensato “E’ alla mia portata.. se allungo la mano.. con un po di fortuna.. posso farcela!”. Allora mi rendo conto che gli anni trascorsi fino ad oggi erano un’attesa per il momento che sta per arrivare. E mi rendo conto che avrei potuto prepararmi meglio, avere un lavoro migliore, qualche risparmio in più. Avrei potuto fare scelte più giuste, più sagge. Avrei dovuto fare di testa mia quando gli altri si sono imposti e mi hanno convinto. Avrei dovuto dare retta agli altri quando invece non li ho ascoltati.

Perche’ se ogni giorno da quando sono nato ad oggi era il preludio alle settimane che verranno, io non ho usato bene i miei anni, non ho capitalizzato le energie e le risorse che mio padre mi ha affidato, non ho speso bene i miei talenti, non ho messo a frutto le opportunità che la vita mi ha dato. Se tra il fallimento e il successo c’e’ una differenza infinitesimale, io mi sono giocato in questi 35 anni tanti bonus che avrebbero potuto rendere tutto più semplice.

Bisognerebbe vivere due vite.

La prima per sbagliare e imparare dai propri errori.

E la seconda, la bella copia, per evitare quelli più gravi.

Ma ne rimarrebbero comunque molti. Nemmeno due vite sono abbastanza.

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GG

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Questa mattina mi sono svegliato presto, ho acceso il computer, ho scaricato la posta e ho trovato una simpatica sorpresa. La SOE si e’ ricordata di me e mi ha regalato tre giorni di gioco con il mio arcaico account di Everquest II. Visto che stavo giusto pensando di riprovarlo per vedere cosa c’era di nuovo ( non ho mai realmente dimenticato questo mmorpg che per me e’ stato uno dei più validi in assoluto ), ho colto al balzo l’occasione.

Dopo aver smanettato un po per trovare il SOE Launcher e farlo funzionare correttamente ( stranamente si era mimetizzato in qualche menadro del mio pc e rifiutava di aggiornarsi ) ho inserito login e password pronto all’aggiornamento consistente del client di gioco.

Ma qui arriva la prima sorpresa. Il gioco non e’ attivo con il mio account. Per giocarci devo riattivare. In compenso pero’ mi e’ stato attivato Everquest 1 per 15 giorni e Planetside per 45. E di questo nella mail non se ne faceva menzione.

Perplesso finisco sui forum di supporto e scopro decine di persone che, come me, hanno ricevuto la mail con la promozione ma non possono entrare. In realta’ pare che nessuno di coloro i quali hanno ricevuto la mail possa effettivamente entrare in gioco. Per tutti c’e’ solo l’opzione di riattivazione dell’account scaduto.

Questa situazione particolare ha dato il via ad una lunga serie di speculazioni poco lusinghiere nei confronti della SOE. C’e’ chi pensa che sia tutta colpa della stupidita’ dei tecnici SOE, dell’incapacità di gestire bene l’utenza, c’e’ chi ride del boomerang che questa promozione può diventare per Everquest e chi ipotizza un piano strategico dietro “l’errore” delle riattivazioni farlocche ( la gente torna tutta contenta su Everquest 2 solo per scoprire che deve riattivare e, presa dalla voglia di vedere cosa c’e’ di nuovo, spende soldi per sbloccare l’account ).

Io per ora passo. In attesa che i tre giorni ( che intanto stan diventando solo due ) vengano effettivamente attribuiti al mio account. Altrimenti… va bene cosi’ comunque.

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Life goes on

1008
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E anche troppo velocemente alle volte.

Poco tempo per tutto anche se mi rendo conto che gli ultimi post sono tutti monotematici sotto questo punto di vista. Ma e’ proprio così. Non ho trovato più tempo per aggiornate la guida di Man of War ( a quella di Team Fortress ormai c’ho rinunciato.. e’ diventato un mix tra FPS e MMORPG Free to Play con item shop, un aborto ludico lontano parsec da quel che era quando ho iniziato a giocare la beta ).

La buona notizia e’ che procedo con 3-4 pagine di media ogni giorno per la mia Rosa Spezzata. Qualcuno avrà mai voglia di leggersi 400 pagine di romanzo fantasy-rosa?

Chi vivrà vedrà.

Intanto ho aggiunto i pulsanti per condividere le mie stupidaggini sui social network che, essendo posti fondamentalmenet stupidi, sono sicuramente il posto piu appropriato per la loro divulgazione urbi et orbi.

Aufidersen!

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